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Parliamo di MotoGP: qual è stata la gara più bella del 2022?

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Abbiamo avuto un’ottima stagione, ricca di suspense e scandita da tante gare da antologia. Ma qual era il migliore? Quella a cui guarderemo con nostalgia tra qualche anno? Come al solito in questo argomento, tuffiamoci nella questione, facendo diversi punti distinti. Ovviamente la risposta è del tutto soggettiva. Pertanto, vi invitiamo a commentare specificando la vostra scelta.

Phillip Island non è la risposta ovvia? Non per noi. Quindi, sì, comprendiamo l’entusiasmo generato da questa gara, una massiccia battaglia per la vittoria su un magnifico circuito (questo dettaglio è importante), e un vincitore a sorpresa nella persona diAlex Rins. Tuttavia, la gara di Misano, a nostro avviso, è stata molto più bella, grande, importante e mozzafiato. Ecco perché.

I) Un duello al vertice

Il simbolismo di questo Gran Premio è forse maggiore del corso della gara. In effetti, abbiamo assistito a una vera battaglia tesa, simile a quelle che abbiamo avuto negli anni ’80, tra i due più veloci sul tabellone. Naturalmente, non tralasciamo gli sforzi di Maverick Vinales all’inizio della gara, ma ci concentreremo sulle prestazioni di Mi dispiace Bagnaia e D’Enea Bastianini specialmente. La differenza con Phillip Island è la seguente. I due non si sono mai sorpassati e abbiamo fatto una vera partita dalla distanza, dove ogni decimo di secondo contava. È molto diverso dalle gare con più persone come in Moto3, dove quattro piloti possono giocarsi la vittoria e continuare a sorpassarsi a vicenda, il più delle volte dando un risultato alla fine abbastanza inspiegabile.

Titolato su questa pista, Quartararo non ha potuto fare nulla nonostante una gara niente male. Foto: Michelin Motorsport

A Misano è stato più facile. Bagnaia contro Bastianini. Due moto molto simili. Due italiani, in Italia, e più precisamente a Misano, tempio della VR46; i due protagonisti hanno una storia molto diversa nei confronti dell’accademia. Tutto si è unito per produrre un grande momento sportivo.

II) Un contesto da non trascurare

Bagnaia giocava alla grande sul suo terreno. Meno di un anno prima era caduto in testa, lasciando il campionato a Fabio Quartararo. All’epoca abbiamo accennato alla sua resistenza alla pressione in gara, a volte discutibile. Ma lì, senza dubbio, è spuntato il nuovo Bagnaia. Bastianini, era già forte ma non aveva mai avuto la possibilità di lottare fino alla bandiera a scacchi per la vittoria. I suoi tre precedenti successi erano stati acquisiti attraverso razze intelligenti e piuttosto dominanti. A Misano, “Bestia” doveva rivelare un’altra carta, l’attacco a tutto campo contro un avversario notevolmente migliore nel D-Day. Inoltre, è stato il primo Gran Premio disputato dopo la promozione del pilota Gresini all’interno della struttura ufficiale per il 2023.

III) Tensione

La posizione di elettrone libero occupata da Bastianini ha conferito a questo round una tensione particolare, palpabile anche davanti ai nostri schermi. A pochi giri dalla fine Bastianini sembrava avere la velocità necessaria per attaccare Bagnaia, nonostante fosse fortissimo in frenata. Il successo internazionale si è concentrato solo su questo confronto al vertice. L’energia sprigionata da questi pochi istanti sospese il tempo.

Chi avrebbe vinto? La suspense era completa a meno di un giro dalla fine. Nonostante la pressione insopportabile mantenuta da Bastianini, Bagnaia non si è scomposto e ha tagliato il traguardo in testa per soli 34 millesimi di secondo. Questa gara è sia il classico uno contro uno in MotoGP, che mette in mostra due dei tre migliori piloti del mondo (Laguna Secca 2008), un finale stretto (Mugello 2016) e la particolare tensione legata alla questione, tipica della fine degli anni Ottanta (Hockenheim 1989).

La miglior corsa in carriera di Pecco? Foto: Michelin Motorsport

4) Ripetuto due volte?

Abbiamo anche selezionato questa gara perché lo scenario potrebbe ripetersi nel prossimo futuro. È quindi rappresentativo di ciò che la MotoGP offrirà di più bello. Enea Bastianini et Mi dispiace Bagnaia entrambi incarnano l’archetipo di “pilota del futuro”. Giovani, sempre veloci, sul filo, regolari in gara, propositivi e che non temono di cadere quattro o cinque volte in una stagione. L’anno prossimo potremmo benissimo fare il rifacimento a Misano, un percorso che i due ladri apprezzano.

Quale gara pensi sia stata la più memorabile nel 2022? Diteci nei commenti!

Appena promosso ai rossi, Bastianini ha risposto presente. Foto: Michelin Motorsport

Foto di copertina: Michelin Motorsport

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