Percorso e mappa del Tour de France 2023

Un inizio esplosivo nei Paesi Baschi spagnoli, solo 22 chilometri di cronometro, una traversata di cinque catene montuose, un totale da capogiro di 30 salite di seconda, prima o fuori categoria (contro le 23 dello scorso anno): ecco le principali caratteristiche del percorso del Tour de France 2023, che continuerà a stabilire nuovi luoghi imprescindibili nella grande storia della manifestazione (il Grand Colombier, il Col de la Loze) ma tornerà anche nelle terre del suo passato. A trentacinque anni dalla sua ultima apparizione sulla Grande Boucle, il Puy de Dôme, il vulcano più alto dell’Alvernia che verrà scalato alla fine della prima settimana di gare, si configura così come uno dei più grandi estate.

Il gruppo sarà subito immerso nel profondo con due pezzi baschi per pugili e i Pirenei attaccati dall’inizio. indigestione a Morzine, Saint-Gervais Mont-Blanc poi Courchevel, prima di un’ultima deviazione nei Vosgi alla vigilia dell’arrivo sugli Champs-Élysées.

1a tappa (1 luglio): Bilbao – Bilbao

182 km. Come il Tour 2020 in cui Julian Alaphilippe si è vestito di giallo in Bretagna, la prima tappa dell’edizione 2022 sarà destinata ai migliori pugili del gruppo. Sarà un lungo giro intorno a Bilbao, la città più grande dei Paesi Baschi spagnoli, dove avrà luogo il grande inizio dell’evento. Saranno referenziate cinque salite, di cui tre alla fine della tappa che si preannuncia ricca di eventi. L’ultima, la collina del Pike (2km al 10%, gli ultimi 500 metri al 15,6%), si troverà a dieci chilometri dal traguardo.

2a tappa (2 luglio): Vitoria-Gasteiz – San Sebastian

209 km. Da Vitoria, la capitale dei Paesi Baschi, il gruppo si unirà a San Sebastian sulle strade della famosa “Clasica” organizzata ogni anno una settimana dopo la fine del Tour e dove quest’anno Remco Evenepoel ha schiacciato la concorrenza. Ciò significa che si tratta di una nuova tappa difficile e collinare, segnata in particolare dalla salita di Jaizkibel (8,1 km al 5,4%, vetta a 17 km dal traguardo) che sortirà i contendenti alla vittoria, anche tra i candidati alla generale.

3a tappa (3 luglio): Amorebieta-Etxano – Bayonne

185 km. Dopo aver percorso alcune centinaia di chilometri lungo il mare, il gruppo lascerà la Spagna ed entrerà in Francia (non lascerà più il territorio fino all’arrivo a Parigi) attraverso il dipartimento dei Pirenei Atlantici per raggiungere la città di Bayonne al conclusione di una tappa senza grosse difficoltà nel suo secondo tempo, e che dovrebbe quindi costituire una prima occasione per i velocisti.

4a tappa (4 luglio): Dax – Nogaro

182 km. Il gruppo partirà nella terra di André Darrigade (93), il grande velocista del dopoguerra. I combattenti cercheranno di sfruttare i rilievi del Gers per mettersi alle calcagna, ma le squadre di velocisti daranno filo da torcere su una finale favorevole ai velocisti. Seconda massiccia spiegazione in vista, quindi, su un terreno originale: l’autodromo di Nogaro.

5a tappa (5 luglio): Pau – Laruns

165 km. I Pirenei ospiteranno il primo vero appuntamento di montagna del Tour 2023, con due grandi salite in programma per questa 5a tappa: il Col de Soudet (15,1 km a 7,2%) e il Col de Marie Blanque (7,7 km a 8,6 km) , la cui vetta sarà situata a poco meno di 20 chilometri dalla linea, a Laruns, dove Tadej Pogacar aveva ottenuto la prima vittoria in carriera nell’evento nel 2020. Un percorso probabilmente non favorevole a grandi offensive ma che dovrebbe svelare alcuni primi screpolatura.

Il profilo della quinta tappa del Tour 2023. (ASO)

Il profilo della quinta tappa del Tour 2023. (ASO)

6a tappa (6 luglio): Tarbes – Cauterets-Cambasque

145 km. Tappa d’alta montagna relativamente breve che attraverserà due mitici passi, quello dell’Aspin (12 km al 6,5%) e del Tourmalet (17,1 km al 7,3%). Molto meno nota è invece la salita finale all’altopiano del Cambasque (16 km al 5,4%). È stata utilizzata solo una volta dai corridori del Tour: nel 1989, giorno della prima vittoria in gara di un certo Miguel Indurain (uno dei pochi vinti online).

Il profilo della 6a tappa

Il profilo della 6a tappa

7a tappa (7 luglio): Mont-de-Marsan – Bordeaux

170 km. Un percorso ideale per velocisti in occasione di questa lunga traversata delle Landes dove il gruppo dovrebbe controllare la corsa senza troppe difficoltà. Bordeaux, che ospiterà il Tour per l’81a volta nella sua storia (!), si confermerà probabilmente lo status di capitale dello sprint, dove i corridori più veloci si spiegheranno al termine di un rettilineo di due chilometri sulle banchine .

8a tappa (8 luglio): Libourne – Limoges

201 km. Solo i velocisti più esplosivi del gruppo si batteranno per la vittoria alla fine di questa 8a tappa, la cui seconda metà sarà relativamente collinare, con un susseguirsi di brevi salite che potrebbero creare un po’ di pasticcio. L’ultima visita del Tour a Limoges è stata segnata dal successo di Marcel Kittel davanti a Bryan Coquard con un piccolo distacco di 0,0003 secondi.

9a tappa (9 luglio): Saint-Léonard-de-Noblat – Puy de Dôme

184 km. Alla vigilia del primo giorno di riposo, il gruppo partirà dal villaggio adottivo di Raymond Poulidor per raggiungere il Puy-de-Dôme, dove “Poupou” scrisse una delle pagine più belle della storia della Torre, collo e collo con Jacques Anquetil durante l’edizione 1964. La Grande Boucle non scalava il Gigante d’Alvernia da trentacinque anni. La salita del vulcano dormiente sul versante della montagna, su una strada chiusa al traffico, con gli ultimi 4 chilometri al 12%, si preannuncia epica tra i favoriti in generale, tanto più che i rilievi dell’Alvernia avranno consumato le gambe di i contendenti. prima della salita finale.

10a tappa (11 luglio): Vulcania – Issoire

167 km. Il gruppo rimane nel Massiccio Centrale il giorno dopo il primo giorno di riposo. Questa decima tappa dovrebbe deliziare i combattenti e la battaglia per prendere la fuga promette di essere spettacolare nella Chaîne des Puys. Dopo aver scalato il Col de la Croix Saint-Robert, il gruppo si dirigerà verso Issoire, dove Pierre Le Bigaut ha vinto dopo una fuga in solitaria di 100 km 40 anni fa.

11a tappa (12 luglio): Clermont – Moulins

180 km. Alcune salite difficili sono in programma per questa fase di transizione, ma le strade dell’Allier non dovrebbero impedire al gruppo di controllare eventuali fughe della giornata. Grande sprint in vista a Moulins. Per la cronaca, grazie a questo inedito arrivo alla manifestazione, la Grande Boucle può vantare di aver ormai fatto tappa in tutte le prefetture della Francia metropolitana.

12a tappa (13 luglio): Roanne – Belleville-en-Beaujolais

169 km. Ecco una tappa accidentata disegnata sui rilievi del Beaujolais, nel cuore dei vigneti, e che dovrebbe coronare un attaccante o un velocista esplosivo che ha resistito alle salite dei passi Croix Montmain e Croix Rosier. Thomas Voeckler aveva così approfittato di questo terreno collinare per vincere a Belleville nel 2011, sulla Parigi-Nizza. La lotta per la fuga si annuncia ancora una volta intensa.

13a tappa: Châtillon-sur-Chalaronne – Grand Colombier

138 km. Meno di 140 chilometri per questa dinamica tappa di montagna interamente tracciata nell’Ain in questa Giornata Nazionale. Il percorso porterà il gruppo fino all’altopiano di Hauteville-Lompnes, per poi concludersi in cima a una delle vette più importanti del Giura, il Grand Colombier (17,4 km a 7,1%). Visitata per la prima volta dalla Grande Boucle nel 2012, la “Piramide di Bugey” è diventata presto un must. Tadej Pogacar, ancora una volta, ha vinto lì due anni fa.

14a tappa: Annemasse – Morzine le Portes du Soleil

152 km. Un inferno di un tratto alpino, 152 km senza la minima tregua, con partenza da Annemasse, sulle rive del lago di Ginevra, poi una serie impressionante di difficoltà: il Col de Cou, il Col du Feu, il Col de Jambaz, il Col de la Ramaz (13,9 km al 7,1%) e infine l’imponente Col de Joux Plane (11,6 km al 8,5%) per un totale di 4.200 m di dislivello. Il vincitore sarà anche un buon discensore poiché l’arrivo sarà giudicato in fondo a Joux Plane, a Morzine.

15a tappa (16 luglio): Les Gets Les Portes du Soleil – Saint-Gervais – Mont Blanc

180 km. Un’altra bella tappa di montagna in Alta Savoia, dove molto probabilmente i favoriti della classifica generale vorranno spiegarsi. Dopo il Col de la Forclaz de Montmin (7,2 km al 7,3%), i migliori alpinisti del gruppo seguiranno in meno di 70 chilometri: il Col de la Croix Fry (11,3 km al 7%), il Col des Aravis, il discesa a Domancy poi l’estenuante Côte des Amerands (2,7 km al 11,1%) e la salita finale a Le Bettex (7,2 km al 7,7%), dove Romain Bardet aveva realizzato un’acrobazia solitaria nel 2016.

16a tappa (18 luglio): Passy – Combloux (crono individuale)

22 km. L’unico crono del Tour 2023 è breve (22 chilometri) e piuttosto favorevole agli roller climber in quanto il percorso è caratterizzato dalla presenza della costa sudanese all’inizio del percorso, e soprattutto da quella della famosa costa Domancy (2 0,5 km al 9,4%). Gli ultimi sette chilometri saranno in salita. Si noti che Passy e Combloux, all’inizio e alla fine di questa cronometro, sono due nuove città tappa.

17a tappa (19 luglio): Saint-Gervais Mont-Blanc – Courchevel

166 km. Dopo aver trascorso tre giorni lì, il gruppo lascia Saint-Gervais per un’altra famosa località, Courchevel, dove hanno vinto in particolare Richard Virenque (1997), Marco Pantani (2000) e Alejandro Valverde (2005). Un altro grande scalatore si aggiunge quest’anno alla lista: oltre 5.000 metri di dislivello in programma per questa tappa XXL con il Col des Saisies (13,3 km al 5,3%), il Cormet de Roselend (19,9 km al 6 %), la costa di Longefoy (6,6 km al 7,6%) e soprattutto il Col de la Loze (28,4 km al 6%), il nuovo gigante delle Alpi e il suo arrivo mozzafiato. Dovrai quindi tuffarti verso Courchevel e dirigerti verso la pista dell’altiporto con un calo del 18% lo stesso. Il pezzo di coraggio di questa edizione 2023.

18a tappa (20 luglio): Moûtiers – Bourg-en-Bresse

186 km. I velocisti che hanno sopportato la dura permanenza alpina saranno finalmente premiati, perché ormai si avvicinano due giorni solo per loro. La prima, durante la 18a tappa, vede il percorso tra Moûtiers e Bourg-en-Bresse evitare abilmente i dossi per facilitarne il ritorno alla ribalta.

19a tappa (21 luglio): Moirans-en-Montagne – Poligny

173 km. A due giorni dall’arrivo a Parigi, un nuovo episodio per velocisti si profila tra i laghi del Giura, ma senza mai scalarne le vette. La Costa d’Avorio, a trenta chilometri dal traguardo, non impedirà la massiccia spiegazione a Poligny, al termine di un rettilineo storicamente lungo: poco più di otto chilometri senza il minimo cambio di direzione!

20a tappa (22 luglio): Belfort – Le Markstein

133 km. Dopo aver proposto una cronometro alla vigilia degli Champs-Élysées durante queste ultime tre edizioni, gli organizzatori del Tour hanno ideato questa volta una magnifica tappa di montagna nei Vosgi, in un formato breve e dinamico, per offrire ai contendenti un’ultima possibilità rovesciare la Maglia Gialla. 3.600 metri di dislivello in soli 133 km con il Ballon d’Alsace (11,5 km a 5,3%), il Col de la Croix des Moinats, il Col de Grosse Pierre, il Col de la Schlucht, il Petit Ballon (9,3 km a 8,1 %), il Platzerwasel (7,1 km a 8,4%)… un ultimo spettacolo pirotecnico!

Il profilo della 20a tappa

Il profilo della 20a tappa

21a tappa (23 luglio): Saint-Quentin-en-Yvelines – Parigi Champs Elysées

115 km. Un classico per quest’ultima tappa con partenza da Saint-Quentin-en-Yvelines e dal suo velodromo, un cenno ai Giochi di Parigi del 2024, per un arrivo, via Louvre, sul superbo carosello degli Champs-Élysées, che probabilmente incoronerà un velocista (sette vincitori diversi nelle ultime sette edizioni).

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