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Personaggio giovane dell’anno: Léo Bisiaux, il liceale di Riom incoronato campione europeo di ciclocross

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Discreto per natura, Léo Bisiaux si fonde perfettamente con la folla del Lycée Virlogeux. Come i suoi compagni di classe, il giovane Riomois (17 anni), studente al Terminale générale, aspira a conseguire il diploma di maturità, la chiave di ogni vita studentesca.

D’altra parte, su una bici, una pettorina nella parte posteriore, si distingue nettamente. Interpretare ruoli da protagonista è diventata la sua quotidianità di ciclista. In Francia ma anche a livello internazionale. La sua vittoria più significativa risale a novembre.

A Namur, in Belgio, Léo ha suonato la Marsigliese, dopo aver vinto il Campionato Europeo Junior di Ciclocross, cosa che non capitava a un francese dal 2009. Una prima volta per un ciclocrossista dell’Alvernia, ma non un’impresa per il Riomois, che ha voluto questa medaglia d’oro.

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“Avevo delle aspettative per questo campionato, sono arrivato con il ruolo di leader (della squadra francese) e favorito, perché due settimane prima avevo vinto una (prova di) Coppa del Mondo ed ero secondo il weekend precedente. È stato complicato da gestire, perché abbiamo pressione sulle spalle, ma sono stato in grado di rispondere bene”, dice l’uomo che ora ha il privilegio di indossare in gara una maglia stellata così bella.

“Fai di tutto per essere campione del mondo”

“È sempre un piacere indossarlo”, aggiunge il Riomois, che può essere orgoglioso di sé, ma ha già voltato pagina e ha in programma altri traguardi.

Léo Bisiaux avrà un mese di gennaio importante per negoziare sul programma tre turni di Coppa del Mondo, più il campionato di Francia, il 15 a Bagnole-de-l’Orne. Foto di Rémi Dugne

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“Non è perché sono campione d’Europa che la mia stagione è completamente vincente. Mancano ancora il campionato di Francia (15 gennaio a Bagnole-de-l’Orne) e il campionato del mondo (5 febbraio a Hoogerheide, Olanda). Due titoli da ottenere, farò di tutto. »

Fare tutto, nelle parole di Leo, significa tanto, tanto, tanto allenamento e almeno altrettanti “sacrifici”. Andare in bicicletta tutti i giorni, tranne il lunedì, in generale. Non è facile conciliare con il suo programma al liceo.

Per motivarmi ad andare a cavallo (tutti i giorni), mi dico solo che voglio essere migliore del giorno prima.

“Riesco a pedalare tra mezzogiorno e le due (ore) e la sera dopo le lezioni. In inverno, questo è fatto bene con le luci sulla bici. A volte torno a casa la sera, forgia la mente. Con le auto è sempre pericoloso, ma ci adattiamo, dobbiamo, facciamo delle scelte. »

Assume quello di dover condurre una vita quasi monacale, che descrive “senza eccessi”. Traduci senza uscire la sera. “Certo, non esco con i miei amici, non vado a letto a mezzanotte tutte le sere, ma poi quando sei campione d’Europa dimentichi tutti i sacrifici che hai fatto durante tutto l’anno. »

Il gioco vale la candela. Soprattutto perché Leo’s brilla di una rara brillantezza. È stato la rivelazione francese della stagione, la scorsa estate, su strada, vincendo il bronzo nel campionato europeo di corsa su strada juniores.

Strada, ciclocross, gli riesce tutto ed eccolo lanciato su una traiettoria, addirittura superiore a quella di Alaphilippe e Bardet coetanei. Un pericolo è in agguato: bruciarsi le ali facendo troppo, trascurando i periodi di riposo.

La trappola è pronta. Leo dovrà evitarlo per fare carriera tra i professionisti.

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Raffaello Rochette

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