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Possibili scioperi dei piloti contro i mini GP…

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KTM, si sa, ha commesso un errore colossale nel 2022, ingaggiando per il suo team satellite Tech3 due piloti che nel 2021 avevano sbaragliato la Moto2. . Ma in MotoGP, ma è un po’ la stessa cosa in tutti gli sport di alto livello, non solo ci vuole talento, ma ci vuole una mente d’acciaio, che le cose vadano bene o meno. Bilancio disastroso, a fine stagione hanno meno di trenta punti sommando i loro due albori, battendo solo in generale un Darryn Binder passato direttamente dalla Moto3 alla MotoGP e ancora più perso di loro in un mondo di T Rex (vedi Jurassic Park…). Conclusione, a fine stagione KTM li mette brutalmente fuori e si ritrovano uno in WSBK (Gardner) e l’altro riuscito a infilarsi nel team satellite di Aprilia, RNF. Immaginiamo che l’immagine del marchio KTM sia stata molto offuscata da questa storia. E non è la prima volta che lo staff di questa Casa è disumano, ricorderemo i dolorosi episodi di Petrucci e Zarco… Stefan Pierer, amministratore delegato del gruppo, afferma con confusa malafede che il suo corso di formazione di piloti è finalmente troppo efficienti, i due team ufficiali non hanno abbastanza spazio per far rotolare i talenti emergenti. Quindi, quando c’è un guasto, subito artiglieria pesante…. Sappiamo che Augusto Fernandez (campione del mondo Moto2 nel 2022) Pedro Acosta, Izan Guevara, campione del mondo Moto3 nel 2022 saliranno di grado nel 2023… . Così è stato garantito ad Augusto Fernandez (foto sopra) che sarà nel team Tech 3 su (falso) Gas Gas, un contratto di due anni, per dargli il tempo di capire la nuova cultura dei killer in cui si trova e di forgiare il mente un po’. Trunkenpolz, di cui ho parlato ieri, è la T della sigla KTM, è più chiaro se non più umano di Pierer… «Certamente non commetteremo più l’errore di promuovere i talenti troppo presto in MotoGP. Questa è la lezione della stagione 2022. I talenti devono abituarsi al maggior peso delle moto della Moto2. E poi in MotoGP c’è il doppio della potenza del motore. Questo è il secondo cambiamento ed è troppo allo stesso tempo”. Si potrebbe quasi immaginare che KTM riconosca di aver commesso un errore…

Ago et Bagnaia, MV Agusta et Ducati, l’impossibile confronto. Servizio fotografico molto bello sulla stampa italiana, sopra uno scatto Instagram di Paolo Ciabatti, il capo della Ducati, che era ovviamente sulla scena. Il mio amico Gigi Soldano ha fotografato molto bene Agostini e la sua MV in piedi accanto a Bagnaia e alla sua Ducati 2022… Ma a parte il lato molto simbolico dell’idea di questo reportage fotografico, non si può fare un paragone serio. 50 anni di differenza tra i due campioni del mondo (italiani su una moto italiana, un bel simbolo) la MV Agusta di Agostini ha inviato 100 cv, quella di Bagnaia 300… Inoltre, è un ricordo, uno è l’eroe assoluto dell’italiano storia del motociclismo, quindici titoli all’attivo, l’altro arriva ai gradini del palazzo in punta di piedi (due titoli). Del resto, se la Ducati ha impiegato quindici anni per vincere un secondo titolo mondiale dopo quello di Stoner (rimaniamo nei GP di moto, la Ducati ha un track record enorme in WSBK, per informazione) MV Agusta è tutti i 500 titoli dal 1958 al 1974! MV Agusta che si ritirò dalle competizioni nel 1974 con 270 vittorie ma… trentotto titoli piloti! Anche la Ducati ha il suo mito, che arriverà dopo. Siamo nel 1978, Mike Hailwood smise di andare in moto nel 1967, intanto correva in F2 e poi sfruttava a pieno il patrimonio di famiglia, ma si annoiava. È quindi entrato nel TT dell’Isola di Man, con la Ducati. “Mike la bici” indietro! Si dice che 200.000 spettatori abbiano poi preso il traghetto per Douglas, la capitale di Manx. Hailwood vincerà l’evento per la dodicesima volta! La vera leggenda Ducati prima del ritorno del marchio in MotoGP nel 2003 è qui. Aggiungiamo Stoner nel 2007, Bagnaia nel 2022 e un Paese in estasi. E ovviamente una felicità nello stand di Misano durante il servizio fotografico….

Sul motore Yamaha, Jarvis ha spiegato che dopo il blocco di due anni dovuto al virus, il marchio aveva un motore più potente ma che si è rivelato poco affidabile al banco prova, quindi non è stato offerto ai piloti.. E già Rossi aveva lanciato l’allarme. ” Per me il reparto motori è il primo problema, perché le prestazioni non sono eccezionali ed è importante anche l’affidabilità.”. Detto questo, se la moto non è brillante come la Ducati, è comunque riuscita a strappare un vantaggio di oltre 90 punti a metà stagione 2022, poi Quartararo è andato in testacoda. Immaginiamo che avesse un motore più potente ma cadendo regolarmente in caraffa?Lì almeno, Fabio è stato picchiato con le armi in mano….

– Ah, si sente molto nel mondo non così silenzioso della MotoGP che Marquez ha sopportato tre anni di torture, sopportato una moto guasta, sperato in un ritorno vincente nel 2023, tutto questo perché? Perché vuole battere il record di Rossi! Sui titoli 500/MotoGP Rossi è ancora un passo avanti, lo stesso vale per il resto delle due carriere. Rossi nove titoli di cui sette in 500/MotoGP, Marquez otto titoli di cui sei in MotoGP. Vuole davvero Rossi! Ma tanto meglio se questa è la primavera che serve a Marquez per regalarci GP come quello che ha corso quest’anno in Australia!

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