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Pro D2 – Thomas Laclayat, Itinerario di un pilastro dotato

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A forza di lavorare, la curva a destra alta è passata al livello più alto per bussare alle porte della squadra francese

Qual è il miglior marcatore di tentativi di Pro D2 a metà? La risposta – Thomas Laclayat, pilastro destro di Oyonnax, autore di 8 saggi – potrebbe sorprendere. Lei non disturba l’Oyoman:”Questo è senza dubbio in linea con l’evoluzione del nostro sport. Essere un giocatore di prima linea non dovrebbe essere un ostacolo al gioco. Il rugby accelera, i tempi di gioco aumentano. Da lì, è normale che a un pilastro sia richiesta sempre più mobilità”. L’analisi riassume la filosofia del nativo di Pont-de-Vaux nell’Ain, arrivato a Oyonnax giovanissimo dopo aver studiato al Rugby Club Haute-Bresse, seguendo le orme del padre e dei fratelli, e dopo un periodo al centro della speranza di Villefranche-sur-Saône: “Cerco sempre di essere il massimo.” La sua prova in semifinale la scorsa stagione a Bayonne, dopo un frame-overflow scolastico, illustra questa forma di versatilità che la sua esperienza come numero 8 nelle categorie giovanili può giustificare. Il suo mentore, Vincent Debaty, non esita a fornire altre spiegazioni: “All’inizio Thomas aveva delle carenze fisiche, in particolare la corsa. Oggi raggiunge i 30 km/h di velocità massima. Con le sue dimensioni, questo costituisce un vantaggio importante. L’arrivo di Joe El Abd gli ha fatto cambiare il modo di allenarsi E poi c’è stato il periodo covid che lo ha spinto a riflettere su cosa fosse e cosa volesse diventare”. L’ex pilastro internazionale confidava, quasi due anni fa, parlando del suo pupillo: “Ha più talento di me alla sua età.” La sua opinione non è cambiata: “Thomas andrà a un livello più alto di me perché è stato abbastanza fortunato da farsi prendere a calci in culo prima. Io, ho avuto il clic a 25 anni, a Clermont.”

Dibattito, quasi come un padre

Questo famoso clic, la curva a destra di Oyonnaxien ammette di averlo conosciuto nel 2019: “Ho giocato la mia prima partita con i professionisti nell’ottobre 2017 (dodici giorni dopo il suo ventesimo compleanno, ndr), nell’European Challenge, a Oyonnax, contro il Connacht. Ho poi giocato altre quattro partite europee contro Worcester, Brive e ancora Connacht, prima di conoscere i miei primi tabellini nella Top 14 a febbraio 2018 a Clermont, poi ad aprile durante il ricevimento dello stadio francese. La stagione successiva, il giovane pilastro è stato convocato sei volte nel gruppo Oyonnaxian, in Pro D2, con la chiave del suo primo incarico, a Biarritz… come pilastro sinistro. Era solo l’inizio. “Nel 2019, il cambio di organico ha ridistribuito le carte, sono riuscito ad accaparrarmi un po’ più di tempo di gioco. Più giochiamo, più ci facciamo valere”, spiega colui che, il 16 dicembre, a Colomiers, ha giocato il suo centoduesimo incontro in maglia rossonera… e ha segnato la sua ottava meta stagionale.

“La carriera di Thomas illustra il lavoro di formazione svolto nel nostro club per anni. È un grande orgoglio averlo accompagnato dai cadetti alle porte della Francia. Quando è arrivato, alcuni non credevano in lui. Aveva fisico abilità ma aveva anche bisogno di lavorare molto. Questo è quello che ha fatto. Con Vincent Debaty, gli abbiamo semplicemente permesso di credere in lui”. riassume Joe El Abd continuando: “Ha preso in mano il suo destino. Oggi, oltre ai suoi progressi nel gioco, mostra il comportamento di un vero leader. Non era così quattro anni fa”. Il successo dello staff di Oyonnaxian è quello di aver saputo misurare il potenziale del giocatore e di permettergli di rivelarlo appieno. Thomas Laclayat non manca di ricordarlo: “Se non ci fossero stati loro, di certo non avrei avuto la stessa carriera. Vincent Debaty mi ha davvero preso sotto la sua ala protettrice. Mi ha insegnato molto sulle mie attitudini, mi ha consigliato molto. Mi ha dato le chiavi per raggiungere il mio miglior livello. So che posso contare su di lui per continuare a migliorare”. Al di là della gratitudine espressa, l’affermazione traduce anche questa forma di filiazione che si instaura tra i due uomini, prendendo l’uno a modello l’altro, il maggiore riconoscendosi nel suo allievo. Il legame è forte, al punto che Thomas Laclayat ha ereditato il soprannome di “Little Belgian”, in riferimento al suo mentore.

Tour in Giappone con i Blues

Da tre anni il registro del destrimano oyonnaxiano si è notevolmente ampliato fino ad andare ben oltre la fase del solo sfruttamento delle sue qualità naturali. Alla potenza e all’esplosività si aggiunge così una vera e propria intelligenza di gioco ulteriormente illustrata durante una recente partita di Soyaux-Angoulême recuperando un pallone dai piedi di un giocatore non legato al ruck per lanciare un’offensiva conclusa con una meta: “Non sempre ci sono riuscito. Richiede conoscenza delle regole, attenzione al gioco e reattività. Se c’è un difetto, bisogna saperlo sfruttare”. Nella logica della sua progressione, colui che aveva già vissuto le selezioni nazionali nelle giovanili è stato chiamato la scorsa estate a unirsi al gruppo della Francia per la tournée in Giappone, notizia appresa il 19 giugno dopo il match disputato contro l’Inghilterra in maglia di i Barbari: “È strano, ancora di più quando giochi in Pro D2. Per me essere stato trattenuto nel gruppo per questo tour è un passaggio. Non ho giocato ma ho potuto misurare tutto ciò che mi resta per lavorare per qualificarmi per il massimo livello. So che ho ancora un delta da superare per raggiungere il cerchio dei migliori pilastri francesi. Non ho colto questa convocazione come un’opportunità per vincere la mia prima selezione. Eseguire un passaggio fulmineo non è il mio obiettivo , voglio andare oltre e per questo devo essere pronto. La posizione di pilastro richiede pazienza per raggiungere la maturità. L’ho imparato, lo so”.

Questo ingresso nel gruppo Blues non è passato inosservato. Joe El Abd è orgoglioso di questo per il club: “Spero che farà il salto giocando all’Oyonnax”. Il principale interessato sa che ora è atteso a ogni incontro: “Indubbiamente ha cambiato la mia immagine. Spesso c’è una forma di sovramotivazione da parte dei miei colleghi. Sta a me gestire, rimanendo concentrato sui miei protocolli, sul mio gioco, mantenendo la padronanza”. Anche Joe El Abd relativizza: “È il livello alto. Lo prepara per il futuro e lo aiuterà ad andare avanti verso i suoi obiettivi”. La curva a destra assume: “Per me fa parte del gioco, quello che conta per me è essere costante. La costanza è l’unico indicatore della prestazione. Il resto non lo prendo in considerazione”.

Solido sul suo supporto per tenere la mischia di Oyonnax, Thomas Laclayat è anche solido nella sua testa. Le porte che oggi gli si aprono davanti per condurlo ai massimi livelli non gli fanno dimenticare il percorso percorso, tanto più che forse gli erano sembrate più che lontane quando, nel 2019, firmò il suo primo contratto da professionista . . Qualcosa che ispiri Vincent Debaty con quest’ultimo pensiero: “ Ora ha in sé questa ambizione di entrare a far parte della squadra francese. Ci è molto vicino e continua a lavorare sodo per raggiungere il traguardo. Ha capito che questo è ciò che paga. Ma questa legittima ambizione non mutò il suo comportamento. Nel gruppo va d’accordo con tutti. Ama condividere. Thomas è davvero un giocatore prezioso”.


Nato il: 2 ottobre 1997 a Pont-de-Vaux (Ain)

Misure: 1,77 m, 125 kg

Soprannome: “Little Belgian”, “Lacly'” o “La Tomme”

Quindi: pilastro

Club successivi: RC Haute-Bresse (2005-2013), Oyonnax (dal 2013)

Selezioni: Francia under 17, Francia under 18, Francia under 19, Francia under 20

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