Proprio tra i 1000 / Francia / Top 1000 / SOFOOT.com

Stabilire una top 1000 dei migliori giocatori nella storia della D1/L1 era un progetto particolarmente ambizioso. Si è rivelato molto pericoloso, causando mal di testa e litigi. All’arrivo, però, speriamo che abbia raggiunto il suo obiettivo primario: rendere un gigantesco tributo al nostro campionato preferito.


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Si trattava di un vecchio serpente marino, che di tanto in tanto faceva la sua comparsa nei corridoi della redazione: “E se stabilissimo una top 1000 dei migliori giocatori in D1? » Questo folle progetto, questa la parola, ha finalmente preso una piega concreta nel cuore dell’estate. Il lancio di questa telenovela fluviale è avvenuto all’inizio di agosto, il giorno dopo la prima giornata di Ligue 1. La sua puntata finale, che ha segnato il coronamento di Delio Onnis (accompagnato sul podio di Jean-Pierre Papin e Juninho), è stato presentato a metà novembre, alla vigilia dei Mondiali in Qatar. Tra il calcio d’inizio e il fischio finale sono passati 101 giorni. 101 giorni di classifiche da stilare, storie individuali da scrivere. 101 giorni a scervellarsi, avventurandosi su e giù per i ricchi meandri del calcio francese. 101 giorni di difficoltà quasi inestricabili, dibattiti spesso accesi. E 101 giorni, ora, questo dovrebbe essere raccontato.

Digitare il 1000, non facile

Il primo imperativo non era certo dei più facili da soddisfare: prima ancora di pensare a stilare una top 1000, era necessario elencare i nomi che meritavano di essere inseriti. E mille nomi sono tanti. Molto. Dopo una lunga raccolta effettuata con tutta la redazione, integrata da approfondite ricerche su internet e negli archivi, abbiamo passato al setaccio i nominativi raccolti. In altre parole, ordinarli, indicare per ognuno una fascia di classifica, scartare le proposte più stravaganti (Karim Rekik, grazie, ma no grazie) o giocatori con un CV fin troppo leggero e compensare trovando aggiunte dell’ultimo minuto, talvolta disegnato nello spazio dei commenti (menzione speciale a Fred Astaire, fedele tra i fedeli). Inevitabilmente, ci sono state sviste. Alcuni contendenti si sono aggiunti lungo il percorso, ma altre assenze sono state notate troppo tardi perché l’errore potesse essere riparato in tempo. René Masclaux, Laurent Roussey, Luc Sonor e gli altri, per favore non ce l’abbiano con noi.



Un’altra grande difficoltà risiedeva nel dover confrontare giocatori di generazioni diverse. Agli illustri veterani della redazione, quelli le cui tempie sono più grigie, è stato regolarmente chiesto di condividere i loro ricordi di questo o quel giocatore dei decenni passati. Tuttavia, come essere sicuri che un prolifico marcatore prebellico, che nessuno di noi aveva mai visto giocare, meritasse di essere classificato più in alto? que Jimmy Briand ? I dati grezzi (gol segnati, partite giocate, record, ecc.) danno sicuramente delle indicazioni. Ma il calcio del 21° secoloe secolo non ha più molto a che fare, per molti aspetti, con quello degli inizi del professionismo. Allo stesso modo, sapere quale di un portiere degli anni ’60 o metà degli anni ’90 dovrebbe finire prima dell’altro potrebbe essere molto complicato. E poi, più che i “migliori” giocatori della storia del campionato, abbiamo voluto onorare soprattutto i più “significativi”. Oltre al puro talento, per noi era importante promuovere la longevità, senza dimenticare coloro che hanno realizzato un’impresa senza futuro. Ali Ahamada, Romain Danze o ancora Fabrice Apruzesse, per citare solo esempi recenti, hanno segnato in un modo o nell’altro la Ligue 1. Molto più, in ogni caso, di Lionel Messi, logicamente assente dalla classifica.

Singhiozzi, dibattiti e lobby di Le Havre

Partendo da questa constatazione, ribellandosi perché l’874e era meglio dell’861e non aveva alcun senso. Tanto più che abbiamo voluto variare i piaceri all’interno di ogni lotto giornaliero, assicurando che siano rappresentati periodi diversi, club diversi e posizioni diverse. Da lì a dire che questa top 1000 è solo una successione casuale di nomi senza la minima gerarchia, c’è solo un passo da non fare. Perché nonostante qualche intoppo (Armand Penverne 952e, Piazza Osvaldo 489e, Due Primi 178e), abbiamo mantenuto una consistenza complessiva, aumentando gradualmente il potere nel corso delle settimane e riservando i primi cento posti ai giocatori più brillanti, titolati ed emblematici della storia di D1. Ovviamente, non era un lungo fiume calmo. Tra noi e all’interno della redazione le opinioni erano spesso divise, e le discussioni inevitabilmente animate. Alcuni volevano trovare un posto al Martin Terrier, quando altri lo vedevano it Ronaldinho un candidato naturale per la top 10. Ognuno è andato lì con i suoi argomenti, secondo la sua sensibilità, il suo club dei cuori e i ricordi ancora ancorati nella loro memoria. La perseveranza della potente lobby di Le Havre, grazie alla quale Christophe Revault ha fatto diversi balzi in classifica, fino ad arrivare a quota 185e suonò.

Scommessa riuscita?

Trovarsi d’accordo tra di noi a volte è stata una vera sfida e, leggendo i commenti, siamo stati costretti a notare che i lettori erano anche pronti a lanciarsi in discussioni infuocate (che il caso di Zlatan Ibrahimovic). A dire il vero, non potrebbe essere altrimenti data la natura dell’esercizio, che è altamente soggettiva. Durante questi 101 giorni, abbiamo voluto onorare l’antico, senza svalutare i contemporanei. Volevamo mostrare l’imprevedibile palleggiatore come il giocatore di turno, l’uomo con i continui cambi di squadra come colui che è rimasto fedele alla sua squadra per tutta la vita, la star con il palmarès XXL come l’anonimo che, grazie a un’improbabile impresa , ebbe anch’egli diritto al suo quarto d’ora di gloria. Era il nostro modo di rendere un enorme omaggio a coloro che hanno scritto – e scrivono tuttora – la ricca storia del nostro campionato preferito. Speriamo almeno che questa scommessa abbia successo.

Di Raphaël Brosse, con il team Top 1000

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