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Quale futuro per i Blues?

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Cosa c’è dopo questo annuncio

Alla ricerca di una terza stella, la Francia non è andata molto lontano dal raggiungere il suo obiettivo in Qatar. Ma ieri hanno fallito gli azzurri, loro che hanno perso in finale contro l’Argentina (3-3, da 4 a 2 dopo le tabulazioni). Digerita la delusione, bisognerà guardare al futuro. Prima di tutto bisognerà risolvere il caso di Didier Deschamps. Il tecnico della Nazionale, che ha portato la squadra a due Mondiali e una finale europea, è a un punto di svolta. Presente sulla panchina francese da 10 anni, il tecnico, in scadenza di contratto, ha le carte in mano. In effetti, raggiungendo gli ultimi quattro della Coppa del Mondo, DD ha una scelta. Può decidere di restare, cosa che vogliono Noël Le Graët e il presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, oppure andare.

Presto decideranno Deschamps e Lloris

Interrogato ieri dopo la finale, il tecnico tricolore ha confidato: “Avevo altre domande prima su questo argomento. Sono molto triste, come il mio staff. Non darò una risposta questa sera e non l’avrei data neanche in caso di risultato contrario. Avrò un appuntamento con il mio presidente all’inizio dell’anno e lo saprai. Deschamps incontrerà quindi il presidente della FFF all’inizio dell’anno. E se mai la risposta è no, il suo successore è tutto trovato. Libero da quando ha lasciato il Real Madrid, Zinedine Zidane è paziente dietro le quinte e sogna di prendere il controllo della nazionale. Anche dal lato dei giocatori potrebbe esserci un cambiamento. Capitano dei Blues, Hugo Lloris (36 anni il 26 dicembre) ha disputato un buon torneo, anche se ha dimostrato ancora una volta di non essere necessariamente una risorsa quando ci sono i rigori.

Interrogato ieri, il portiere del Tottenham ha dichiarato: “Non voglio rispondere a questa domanda. Ho bisogno di un po’ di prospettiva, per guadagnare quota. Vedremo tra qualche settimana. Usciamo esausti da un torneo del genere. Vogliamo solo trovare il nostro”. Ha quindi preso contatto Lloris, lui che potrà ancora portare la sua esperienza a Euro 2024 visto che avrà 37 anni (è nato a fine anno 86). D’altra parte, il Mondiale 2026 gli sembra troppo lontano per mantenere un posto da titolare. Anche Steve Mandanda (37) sta per finire. Ma la successione tricolore c’è già. Il posto di numero 1 sembra promesso in futuro a Mike Maignan (27), che avrebbe dovuto essere il sostituto di Lloris in Qatar, ma che si è infortunato. Alphonse Areola (29), terzo nella gerarchia quest’anno, dovrebbe esserci ancora per un po’. Ma i giovani Alban Lafont (23) o Illan Meslier (22) diranno la loro.

Domande di difesa

Per quanto riguarda la difesa, non ci sarà a priori un possibile ritiro nell’immediato futuro. D’altra parte, ci sono domande riguardanti il ​​livello di alcuni. Nella posizione di terzino destro, Benjamin Pavard (26) ha perso la sua posizione di partenza. Oltre alla prestazione contro l’Australia, il suo atteggiamento non ha sempre soddisfatto lo staff tricolore. Il bavarese potrebbe perdere la chiamata al prossimo raduno di marzo se Didier Deschamps è ancora al suo posto. Preferito da Pavard, Jules Koundé (24) ha dimostrato di poter essere utile in questa posizione durante il torneo. Ma è una soluzione di riserva non un’opzione a lungo termine, dal momento che il giocatore del Barça ha mostrato alcuni limiti. Questo potrebbe giovare ad alcuni come Jonathan Clauss (30), che ha appena perso il treno per la Coppa del Mondo. A Les Bleuets, il giovane Malo Gusto (19), sebbene ancora perfettibile, potrebbe avere la sua occasione prima o poi.

Sul lato sinistro, Lucas Hernandez (26) e Théo Hernandez (25), bravi durante il torneo, ma hanno mancato la finale, sono al loro posto. Ma Ferland Mendy (27), che ha il vantaggio di essere versatile, è pronto se lo chiamiamo. Idem per Lucas Digne (29), che ha perso più volte il treno per tornei importanti. Nell’asse, Raphaël Varane (29) dovrebbe essere ancora lì per guidare la sua squadra all’Euro o addirittura alla Coppa del Mondo. Piuttosto a proprio vantaggio in Qatar, Dayot Upamecano (24) e Ibrahima Konaté (23) hanno dimostrato di avere il livello per tenere testa. William Saliba (21) e Axel Disasi (24), che ha sostituito Presnel Kimpembe (27), hanno avuto meno opportunità di mettersi in mostra, ma si stanno ancora candidando. Stessa cosa per Wesley Fofana (22 anni), Benoît Badiashile (21 anni), Pierre Kalulu (22 anni) o il versatile Mohamed Simakan (22 anni), solo per citarne alcuni.

Al centro e in attacco è aperto

A centrocampo, l’esperienza di Paul Pogba (29) e N’Golo Kanté (31) potrebbe essere utile in Germania se entrambi si liberassero dei loro problemi fisici. Tra questi dovrebbero figurare Adrien Rabiot (27) e Aurélien Tchouameni (22), quelli che in Qatar sono stati spesso all’altezza del compito. Anche Eduardo Camavinga (20) e Youssouf Fofana (23) hanno le loro possibilità, così come Mattéo Guendouzi (23) e Jordan Veretout (29), che non hanno brillato molto. Boubacar Kamara (23 anni) può candidarsi proprio come Tanguy Ndombele (25 anni) o Khéphren Thuram (21 anni). Infine, l’attacco tricolore rischia di essere sconvolto. Dopo Karim Benzema (35) che lunedì ha annunciato il suo ritiro dalla nazionale, sarà necessario risolvere i casi di Olivier Giroud (36 anni). Un elemento che porta esperienza e grande efficienza. Ma tra un anno e mezzo bisognerà vedere dove sarà e se vorrà continuare con i Blues. Antoine Griezmann (31), riposizionato a centrocampo durante la competizione, e Kylian Mbappé (che presto avrà 24 anni) continueranno a essere leader offensivi a priori.

Irregolari, si candidano ancora Ousmane Dembélé (25), così come Kingsley Coman (26), Marcus Thuram (25) e la bella sorpresa Randal Kolo Muani (24). DD o il prossimo allenatore potrebbero anche chiamare altri elementi offensivi come Wissam Ben Yedder (32), che ha superato i trent’anni ma rimane esperto, il versatile Nabil Fekir (29) o anche Martin Terrier (25), che è in buona forma dinamico in Ligue 1. Dalla parte dei Bleuets ci sono anche giocatori da seguire come Arnaud Kalimuendo (20 anni) per esempio. A un anno e mezzo dall’Europeo 2024, dunque, si rischiano cambiamenti a tutti i livelli. Ma la base della squadra dovrebbe rimanere la stessa visto che ci sono tanti giovani che non hanno ancora trent’anni e che impareranno, progrediranno e avanzeranno insieme ai massimi livelli, con gli Europei nel mirino e il Mondiale 2026.

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