Rapporto Formula 2: l’ascensore è in funzione

Si è concluso ad Abu Dhabi il campionato FIA di Formula 2, al termine del quale una decina di esordienti hanno preso parte ai test di Formula 1 post stagione.

Felipe Drugovich, campione aggiornato nel 2022.

Per contrastare la mancanza di tempo in pista data la drastica limitazione dei test privati, la modifica regolamentare che obbliga i team di F1 ad affidare ai rookie il volante delle proprie monoposto in due sessioni di EL1 nel corso della stagione ha avuto l’effetto di aumentare l’esperienza e aumentare il numero di candidati per i Gran Premi.

Da quando la FIA ha messo ordine nella giungla delle formule di promozione, su impulso di Stefano Domenicali quando era presidente della Commissione Monoposto, si vedono le cose con più chiarezza: dopo la F4 nei campionati nazionali e una prima tappa in F3 a livello regionale (in Europa, ma anche in Asia e nelle Americhe), i campionati FIA Formula 3 e Formula 2 sono un passaggio obbligato per accedere alla Formula 1.

I piloti – per quanto esperti – della IndyCar non sono favoriti da questo sistema che mette al primo posto i punti super patente acquisiti nella piramide messa in piedi dalla FIA. C’è però da aspettarsi un’evoluzione perché questo “numerus clausus” ha impedito al giovane Colton Herta di esordire in F1, lui a cui era assicurata una promozione all’AlphaTauri, per mancanza del prezioso sesamo. Non c’è dubbio che la quota di punti assegnati per il campionato IndyCar in futuro aumenterà e sarà giusto.

Colton Herta è stato privato della F1: troppo ingiusto!

Nel frattempo, gli aspiranti piloti del Gran Premio provengono principalmente da F2 e F3. La generazione emergente (Max Verstappen, Charles Leclerc, George Russell, Lando Norris) ha seguito questa strada così come i nuovi arrivati ​​per il 2023: Nyck de Vries ha attraversato il purgatorio della Formula E, ma è stato incoronato in F2 nel 2019 e giocherà il suo primo full stagione in F1 con AlphaTauri dopo il suo fortunato debutto con la Williams a Monza, mentre Logan Sargeant ha ottenuto la super licenza che gli assicura una promozione a Grove.

Prima di loro, il campione 2020 di Formula 2 Mick Schumacher e il suo secondo classificato Guanyu Zhou hanno raggiunto i Gran Premi (dopo un anno di attesa per i cinesi), mentre anche il suo successore Oscar Piastri ha dovuto attendere una stagione dietro le quinte per iniziare finalmente. con la McLaren il prossimo anno, a differenza del suo secondo Robert Shwartzman confinato in un ruolo di riserva dalla Ferrari. Perché tale è la legge del genere: a seconda del settore o dell’accademia da cui provieni, fa o crolla.

Robert Shwartzman in un vicolo cieco: di chi è la colpa?

Abbiamo quindi temuto il peggio per il campione 2022 Felipe Drugovich che non aveva alcun legame con un team di Formula 1 prima di essere reclutato dall’Aston Martin come collaudatore il prossimo anno, la posizione di riserva essendo in linea di principio destinata a Stoffel Vandoorne.

È perché l’esperienza è necessaria per garantire l’eventuale sostituto, soprattutto perché a volte permette di rilanciare carriere che pensavamo fossero in un vicolo cieco, come abbiamo appena visto per Nico Hülkenberg tornato alla Haas o ancora de Vries finalmente promosso da AlphaTauri.

Il secondo classificato di Drugovich, Théo Pourchaire, è ancora un adolescente anche se ha già ottenuto tempo in pista con l’Alfa Romeo in F1. Sarà costretto a fare una terza stagione in F2 nel 2023, ma va notato che anche Zhou come Drugovich ha corso per tre anni nell’anticamera dei Gran Premi. Insomma, l’ascensore funziona in qualche modo con la dimensione finanziaria o l’impatto di marketing che spesso rimangono ancora determinanti.

Dobbiamo però rallegrarci del fatto che molti di loro in F2 si stiano avvicinando alla F1: oltre a Pourchaire all’Alfa Romeo, abbiamo visto Frederik Vesti in pista con la Mercedes a Yas Marina, così come Liam Lawson con la Red Bull, Drugovich su Aston Martin, Shwartzman su Ferrari o persino Jack Doohan su Alpine. Per non parlare dei pupilli del Red Bull Junior Team (Dennis Hauger, Ayumu Iwasa e presto Enzo Fittipaldi) che probabilmente sapranno cogliere l’occasione in futuro. Bella giovinezza!

Il titolo di vicecampione non è bastato a Pourchaire.

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *