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Ridateci la Germania! / Mondial 2022 / Gr. E / Costa Rica-Germania / SOFOOT.com

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Troppo fragile in difesa contro il Giappone all’inizio del torneo, la Germania è tornata ad alcuni dei suoi fondamentali contro la Spagna, sulla scia di Niclas Füllkrug – il loro unico numero 9 professionista – marcatore alla fine della partita. Evitato da una parte del suo pubblico, il squadra può ricominciare a diventare se stessa questo giovedì contro il Costa Rica, per evitare ulteriori delusioni nella visione del mondo?

Questo mercoledì, 23 novembre, erano solo 10 milioni. Dieci milioni di tedeschi davanti ai loro schermi, per vedere la loro selezione essere ridicolizzata 2-1 da un Giappone mozzafiato. Un numero misero. Quattro anni fa, la prima partita del squadra in Russia contro il Messico (1-0) aveva attirato quasi 26 milioni di telespettatori. Ascolti tristi come una persistente perdita d’amore, una rottura sospesa che permea pesantemente l’atmosfera. Ma allora, cosa c’è di sbagliato esattamente in questa Germania?

Gioco di tedeschi, gioco di cattivi

Per un anno e polvere, il squadra ha ancora provato a rinnovare il suo software. In primo luogo, dicendo finalmente Arrivederci a Joachim Löw e al suo calcio iberizzato all’estremo. L’uomo che inghiotte le sue caccole avrà fatto tutto bene per anni, culminando nella Coppa del Mondo 2014, dove la sua squadra avrà sintetizzato la sua eredità germanica e le influenze spagnole che allora dominavano il calcio continentale. Löw si sarà però caricaturato all’estremo durante il Mondiale 2018, dove avrà confinato Mario Gómez – l’unico bombardiere della selezione – in panchina. Idem a Euro 2020, che la Germania avrà giocato senza un numero 9 professionista.

Una vera e propria eresia tattica, nella terra di Gerd Müller, Miroslav Klose, Rudi Völler e Karl-Heinz Rummenigge. Al di là della questione cruciale del centravanti, la Germania di Löw avrà perso per strada anche altre componenti storicamente identitarie del suo calcio: prima un geniale bastardo dietro, capace di inventare passaggi e cavalcate fantastiche, poi di controllare autorevolmente la sua difesa (Beckenbauer, Matthäus, Sammer, solo per citarne alcuni). Sotto Flick, il squadra compone con difensori piuttosto qualitativi – da Rüdiger a Süle passando per Raum -, ma nessuno ha la corporatura per avallare il costume di Kaiser della sua retroguardia, che avremo visto liquefarsi contro il Giappone. Stesse cause, stessi effetti in mezzo: Flick ha iniziato i Mondiali 2022 con un duo Kimmich-Gündoğan poco infastidito dalla pelle, ma un po’ troppo bello, un po’ troppo pulito, un po’ troppo giocherellone, un po’ troppo fair play, insomma , non abbastanza classicamente tedesco. Nessun erede di Paul Breitner, Bastian Schweinsteiger, Stefan Effenberg e Torsten Frings in vista per incuneare un colpo irresistibile nel lucernario, sostituire i giovani in modo daron e rompere male un dribblatore avversario.

Füllkrug, 9 con il vecchio

Non tutto è perduto, però. Consapevole di non poter reggere tanto contro la Spagna (36% di possesso), Flick ha rivisto la sua copia contro la Spagna Roiapreferendo il colossale Leon Goretzka a İlkay Gündoğan, per reggere con Kimmich il doppio perno del suo 4-2-3-1. Il grande bastoncino di Monaco avrà svolto egregiamente il suo ruolo, recuperando 8 palloni (miglior totale tra i centrocampisti di entrambi gli schieramenti) e comunicando ai suoi un’aggressività comunicativa, come il suo placcaggio rabbioso su Nico Williams nei tempi di recupero. Ovviamente, anche la Germania sarà tornata ad essere se stessa facendo entrare Niclas Füllkrug, negli anni ’70e minuto di gioco. Un centravanti puro non necessariamente brillantema chi conosce a memoria i misteri di un’area di rigore.

La grande sula del Werder non ha la finezza tecnica di Kai Havertz, inconsistente in prima linea contro il Giappone. Ancor meno la poliedricità di Thomas Müller, non più a suo agio davanti contro la Spagna. Ma è solo un problema? In prima linea, la Germania storicamente non ha mai avuto bisogno di un ottimo giocatore, nel primo senso del termine. Ma un vero goleador. Di un tipo più forte per piantare che per concatenare uno-due e scavalcare. Di fronte alla Spagna, Füllkrug non solo ha liberato il lucernario di Unai Simón, ma ha anche messo un pasticcio mostruoso nell’area avversaria, mentre l’attaccante – nonostante fosse in una posizione molto favorevole – è stato successivamente dimenticato anche da Jamal Musiala e Leroy Sane. Antonio Rüdiger non si è sbagliato nella conferenza stampa post partita: “Penso che Niclas ci dia qualcosa di diverso, che non avremmo senza di lui. » VERO. Pur non essendo un giocatore di livello mondiale, il centravanti chiaramente sa il fatto suo. In 20 minuti di gioco avrà trasformato il finale di partita per la sua selezione, che in precedenza aveva dimostrato che il suo tracciamento del calcio spagnolo non era decisamente all’altezza del suo modello di riferimento. Moralità? La copia non varrà mai l’originale. Scimmiottare troppo Roiail squadra si è perso per strada. Può ancora forse evitare di finire nel fosso, battendo il Costa Rica giovedì. La Germania cerca la Germania. Ma la troverà in tempo?

Di Adrien Candeau

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