ritiro, infortunio, esilio… i Blues campioni del mondo affrontano la prova del tempo

Christopher Nkunku, ferito durante un allenamento a Clairefontaine, 15 novembre 2022.

Italia nel 2010, Spagna nel 2014 e Germania nel 2018: nessuna di queste squadre di calcio campione del mondo in carica ha superato il primo turno del prossimo Mondiale. E questo va avanti da sedici anni. Nel XXIe secolo, solo il Brasile, titolato nel 2002, ci era riuscito (eliminato nei quarti di finale della Coppa del Mondo 2006). Nel 2022 la squadra francese cercherà di sfuggire alla maledizione con una lista rivista rispetto alla campagna di Russia. Per vari motivi, tredici I campioni del mondo 2018 non sono in viaggio in Qatar (dal 20 novembre al 18 dicembre).

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Vengono nominate le sconfitte più evidenti per i Blues Paolo Pogba et N’Golo Kanté – Il meglio di N’Golo Kanté, pacchetti infortuni. Per il primo, anche sconvolto da l’incredibile storia di ricatti ed estorsioni che mescola il suo entourage, c’era una sorta di falsa suspense sulla sua presenza nella lista. Per Kanté, ostacolato da problemi fisici per un anno, l’ottimismo non era in ordine, anche prima dell’operazione al tendine del ginocchio in ottobre del giocatore del Chelsea.

Il pacchetto last minute, il 14 novembre, da Presnel Kimpembe, in sostituzione nel 2018, è un altro sasso nei panni di Deschamps. Non sufficientemente ripreso da un infortunio al tendine d’Achille, il parigino aveva guadagnato slancio all’interno dei Blues dall’incoronazione in Russia.

Benjamin Mendy, un caso speciale

Pilastro del centrocampo durante la prima incoronazione di Didier Deschamps come allenatore, Blaise Matuidi, 35 anni, non veste la maglia azzurra da tre anni. Nel 2022 non ha giocato una sola partita anche se non ha ancora annunciato ufficialmente il suo ritiro – il centrocampista occupa un ruolo di ambasciatore all’Inter Miami, il suo ultimo club.

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Rivelazione del Mondiale 2018, il difensore Samuele Umtiti, marcatore contro il Belgio in semifinale, continua a lottare contro i problemi fisici. In Russia aveva giocato nonostante un problema al ginocchio. Trasferitosi al Lecce dopo essere stato messo da parte al Barça, si è infortunato al terzo incontro.

Un altro lionese è stato tradito dal suo corpo. Corentin Tolisso, jolly di lusso a centrocampo durante il titolo 2018, è ben lungi dal suo miglior livello. Risparmiato all’Olympique Lyonnais, ha giocato solo cinquecentoquaranta minuti in dieci partite prima di infortunarsi alla coscia un mese fa. A 36 anni, il veterano Bel Ramiuna sorta di GO in Russia, non ha più ambizioni internazionali nonostante il suo piuttosto riuscito ritorno in Ligue 1 a Troyes.

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Altri, come Djibril Sidibeche moltiplica i prestiti falliti al Monaco o all’AEK Atene; Tommaso Lemarin difficoltà all’Atlético de Madrid; Nabil Fekirche brilla con il Bétis Sevilla ma non ha mai veramente trovato il suo posto in nazionale; Florian Thauvin, che andò in esilio in Messico; e Steven Nzonziche c’è già da quando gioca in Qatar all’Al-Rayyan, è sparito da tempo dai radar di Didier Deschamps.

Infine, lontano dalle considerazioni sportive, Beniamino Mendi è un caso molto particolare. L’ex squadra, in sostituzione nel 2018, sta attualmente apparendo nel suo processo per stupro, tentato stupro e violenza sessuale in Inghilterra. Già imprigionato per quattro mesi, rischia l’ergastolo.

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