Spagna-Germania, Brasile-Serbia… le 10 partite del primo turno da non perdere

Brasile-Serbia, Francia-Danimarca, Spagna-Germania, Portogallo-Uruguay… Non c’è bisogno di aspettare gli ottavi di finale del Mondiale per avere buoni risultati in calendario. Il primo round offrirà già uno shock al Qatar.

Qatar-Ecuador, domenica 20 novembre (ore 17)

Questa sarà quindi la partita inaugurale di questo Mondiale. Guidati dal loro attaccante Enner “Superman” Valencia, oggi al Fenerbahçe dopo aver militato nel West Ham, gli ecuadoriani arrivano in Qatar con il sogno di fare come nel 2006 quando arrivarono agli ottavi, perdendo solo 1-0 contro L’Inghilterra di David Beckham. Direttamente qualificato come paese ospitante per partecipare alla prima Coppa del Mondo della sua storia, il Qatar spera da parte sua di riuscire a entrare in corsa prima di confrontarsi con Senegal e Olanda. Per questo l’emirato conta sull’esperienza del suo allenatore, lo spagnolo Félix Sanchez Bas, nominato nel luglio 2017 e noto per aver trascorso dieci anni con i giovani dell’FC Barcelona.

Messico-Polonia, martedì 22 novembre (ore 17)

Se finirà in testa al girone D, la Francia sa che affronterà la seconda del girone C composta da Argentina, Arabia Saudita, Messico e Polonia. Difficile non puntare una moneta sui messicani o sui polacchi, a priori molto più armati dei sauditi ma indubbiamente inferiori all’albiceleste di Angel Di Maria e Lionel Messi. Lo staff dei Blues dovrebbe quindi seguire da vicino questo duello più che interessante tra un titolare ai Mondiali (17esima partecipazione) e una selezione che si affida soprattutto al talento del suo capitano, Robert Lewandowski, per arrivare agli ottavi. Tanto più che questo Mondiale dovrebbe essere l’ultimo dell’attaccante del Barça, che ad agosto compirà 35 anni.

Francia-Australia, martedì 22 novembre (ore 20)

Dopo mesi di dibattiti, dubbi e interrogativi, i Blues attaccheranno la difesa del loro titolo mondiale allo stadio Al Janoub (Al Wakrah) contro gli australiani determinati a suggellare l’inizio del torneo per gli uomini di Didier Deschamps. Campione del mondo 1998 e campione europeo 2000 da giocatore, “DD” ha portato i Tricolores sul tetto del mondo in Russia nel 2018, prima di subire una battuta d’arresto agli Europei nel 2021 (ottavi di finale). Per la prima volta sa che il suo futuro dipenderà dai risultati della Francia in Qatar e quindi non può sbagliare. Privato di alcuni capitani (Paul Pogba, N’Golo Kanté), ha già annunciato la fine del 3-5-2 sperimentato nei mesi scorsi per il ritorno alla difesa a quattro, punto di forza del Mondiale russo.

Brasile-Serbia, giovedì 24 novembre (ore 20)

È una squadra che logicamente spaventa tutti. E ha alcuni argomenti seri da fare. Con capitani su tutte le linee (Alisson, Ederson, Thiago Silva, Casemiro…), talenti dal potenziale immenso (Vinicius, Rodrygo, Antony…) e una stella in gran forma dall’inizio della stagione (Neymar). Il Brasile, in testa alla classifica FIFA, cercherà di conquistare il sesto titolo mondiale in Qatar. E da far dimenticare le delusioni del 2014 (umiliazione in casa dalla Germania in semifinale, 7-1) e del 2018 (eliminazione ai quarti dal Belgio 2-1). La Seleçao esordirà nel torneo il 24 novembre contro la Serbia. Un grande test d’ingresso contro i compagni di Dusan Tadic e Dusan Vlahovic.

Neymar
Neymar © Afp

Francia-Danimarca, sabato 26 novembre (ore 17)

Francesi e danesi si sono abituati a incontrarsi ai Mondiali e per gli azzurri in genere è tutto o niente. Nel 1998 e nel 2018 ha portato loro fortuna e hanno ottenuto due stelle. Ma nel 2002 la squadra di Roger Lemerre viene battuta 2-0 in una fase a gironi catastrofica (un pareggio e due sconfitte), sancita da un’eliminazione a dir poco imbarazzante per i campioni uscenti. In un girone alla loro portata, Kylian Mbappé e la sua banda vorranno evitare un simile destino e non dobbiamo quindi lasciarci sfuggire la Danimarca di Christian Eriksen, che resta su una vittoria molto convincente nella Società delle Nazioni (2-0), in Settembre, serata in cui gli azzurri avevano preso l’acqua in difesa.

Spagna-Germania, domenica 27 novembre (ore 20)

Questo è il grande poster da non perdere. Con da una parte quattro Mondiali e tre Europei per la Mannschaft, dall’altra un Mondiale e tre Europei per la Roja. Questi due giganti si affronteranno nel girone E per quello che è ovviamente, sulla carta, il duello più atteso della fase a gironi. Le due squadre si sono già affrontate quattro volte in Coppa del Mondo, con due vittorie tedesche, nel 1966 a gironi e nel 1982 durante il girone di ritorno, un pareggio nel 1994 sempre a gironi e un successo spagnolo in semifinale nel 2010 , sulla strada per il titolo. Più recentemente, la Spagna ha segnato un 6-0 contro la Germania nel 2020, nella Società delle Nazioni. Un affronto da cancellare per i compagni di squadra di Thomas Müller.

Portogallo-Uruguay, lunedì 28 novembre (20h)

Luis Suarez, Darwin Nunez e Edinson Cavani contro Cristiano Ronaldo. Ma anche Federico Valverde, diventato un giocatore speciale e uno dei migliori centrocampisti del mondo, contro Bruno Fernandes e Bernardo Silva. Bella gente per uno scontro infernale tra le due principali favorite di un girone H forte e omogeneo, che comprende anche Ghana e Corea del Sud. Il Portogallo, che si è qualificato con difficoltà vincendo gli spareggi contro la Turchia e poi la Macedonia del Nord, ne saprà di più sulle proprie ambizioni. Da parte sua, il Celeste ha ritrovato fiducia da quando Diego Alonso si è insediato lo scorso dicembre per sostituire l’esperto Oscar Tabarez, esonerato dopo 15 anni alla guida della selezione.

Cristiano Ronaldo
Cristiano Ronaldo © AFP

Iran – Stati Uniti, martedì 29 novembre (ore 20)

Dal punto di vista sportivo, questa partita non si preannuncia come la più entusiasmante di questo girone di andata. Anche se il collettivo americano, formato da sicurezze come Weston McKennie (Juventus) e Christian Pulisic (Chelsea) potrebbe sorprendere qualcuno. Ma è soprattutto l’aspetto politico che dà il suo fascino a questo poster tra due paesi le cui relazioni diplomatiche sono interrotte dal 1980. Sarà anche un remake della Coppa del Mondo del 1998 in Francia. Iran e Stati Uniti si erano affrontati a galla alla presenza di Madeleine Albright, allora Segretario di Stato americano. Gli iraniani avevano vinto 2-1 ma è stato il pre-partita a essere ricordato, con le due squadre riunite per la foto prima del fischio d’inizio ei fiori bianchi regalati dagli iraniani agli americani.

Tunisia-Francia, mercoledì 30 novembre (ore 16)

Per Didier Deschamps, lo scenario ideale sarebbe quello di aver assicurato la qualificazione prima di questa partita per poter operare una piccola revisione dell’organico contro la Tunisia. Una selezione che sta partecipando alla sua sesta Coppa del Mondo e che ha tra le sue fila diversi giocatori noti del campionato francese come Wahbi Khazri. A 31 anni, il ragazzo dell’Ajaccio, non sempre titolare in questa stagione con il Montpellier, rimane il giocatore più esperto di questa squadra. “I Blues sono i favoriti. Siamo lontani. Ma è il sogno di molti giocatori affrontarli in Coppa del Mondo. È un sogno che si avvererà”, ha confidato a RMC dopo il sorteggio dei Mondiali. La Tunisia non ha mai battuto i Blues in quattro partite.

Croazia-Belgio, giovedì 1 dicembre (ore 16)

La finalista uscente contro la terza dell’ultimo Mondiale. Sempre guidata da Zlatko Dalic e dal suo maestro a giocare con Luka Modric, per il quale sarà l’ultimo Mondiale prima di un meritato ritiro in nazionale, la Croazia vorrà approfittare di questa partita per lanciare un segnale forte alla competizione. Stessa cosa per i Red Devils, che sbarcano in Qatar senza troppe certezze. Capocannoniere della storia della selezione belga (65 reti), Romelu Lukaku c’è ma è fiaccato da ripetuti intoppi fisici. Proprio come Eden Hazard, privo di fiducia e di tempo per giocare al Real Madrid. Sul versante croato, sono rimasti a casa Ivan Rakitic e Duje Caleta-Car.

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