Tennis. Caroline Garcia, seconda francese della storia a vincere il WTA Masters

Fine in apoteosi: Caroline Garcia ha chiuso il 2022, anno della sua spettacolare rinascita, con un quarto titolo, il più bello della sua carriera, al WTA Masters, lunedì a Forth Worth, diventando la seconda francese a realizzare questa impresa dopo Amélie Mauresmo .

La 29enne Lyonnaise, che ha battuto in finale la bielorussa Aryna Sabalenka (n°7) 7-6 (7/4), 6-4, chiuderà la stagione al 4° posto mondiale. Una classifica che aveva già raggiunto nel 2018, prima di vivere quattro anni difficili, tra crisi di fiducia, tennis in angoscia e ricorrenti problemi fisici, che l’hanno fatta precipitare al 74° posto proprio alla fine dello scorso anno.

Tuttavia, ragioni per dubitare

Arrivato in Texas dieci giorni fa, in relativa incertezza, dopo l’inaspettata partenza di coach Bertrand Perret, “Caro” ha ritrovato le risorse mentali – e fisiche, le gambe pesanti a fine anno – per conquistare l’11° titolo della sua carriera , confermando ulteriormente il suo ritorno alle vette del tennis mondiale.

“Ho dovuto accettare la situazione e concentrarmi sul momento presente. Ma sapevo che il mio gioco c’era”, ha sottolineato dopo la vittoria in semifinale contro la greca Maria Sakkari, determinata a mantenere solo il meglio di questa proficua collaborazione con Perret. Ci è riuscita brillantemente.

Un’identità aggressiva

Diventando il suo allenatore appena undici mesi fa, succedendo al padre Louis-Paul che occupava questa posizione per dieci anni, Perret ha cercato di consolidare “Caro” nella sua identità di gioco offensivo, spingendolo a giocare più avanti, ad attaccare il palla in anticipo, posizionarsi all’interno del campo al ritorno e attaccare la rete senza paura.

Tutti fattori chiave per il successo del secondo tempo, sulla scia della vittoria in doppio al Roland Garros con Kristina Mladenovic, la seconda dopo il 2016. I titoli a Bad Homburg, Varsavia e Cincinnati sono seguiti da un’estate sgargiante conclusa con una semifinale agli US Open.

Servizio imperiale

Di fronte a Sabalenka, che sperava anche di vincere un 11° titolo a 24 anni, dopo la sua notevole prestazione in semifinale a spese della n. opportunità di rompere il suo rivale.

Ne seguì una battaglia che raramente superava i quattro colpi per rally, con entrambi i giocatori che mantenevano il loro confronto con autorità. La decisione è stata presa durante la partita decisiva: se la francese ha continuato a eccellere nel servizio (68% delle prime servite passate) con un 10° ace, Sabalenka ha finito per scoppiare commettendo due doppi falli, tra cui quello che offriva la manica alle sue rivale. Dopodiché, il bielorusso è andato negli spogliatoi per qualche minuto. Questo non gli ha impedito di rompersi all’inizio del secondo turno (2-0), alla prima occasione della francese. Sarà l’unica volta della partita.

nell’assenza di gravità

Perché Garcia è rimasta intrattabile sul suo impegno, anche quando Sabalenka, sempre più frustrato – il racket più volte buttato a terra ne ha pagato il prezzo – ha mollato i suoi colpi. Per condurre 5-3 è stata in grado di tirare fuori un asso di benvenuto, l’unico in questo set. I suoi 11 serali totalizzano 394 quest’anno, sarà stata la più prolifica in questa stagione sul circuito.

Garcia, che era a due punti dall’eliminazione dalla fase a gironi, durante la sua partita finalmente vinta contro la russa Daria Kasatkina (n°8) questa volta non ha avuto problemi. All’ultimo cambiamento, si rilassò, parlò a se stessa, fece un respiro profondo con gli occhi chiusi. Al suo secondo match point, quello buono, è crollata di gioia, le mani sul viso, prima di andare a baciare la sua famiglia. Quasi senza peso.

Sulle tracce di Mauresmo

Terza Tricolore a raggiungere questa tappa del prestigioso evento, può vantarsi soprattutto di affiancare nella lista dei vincitori Amélie Mauresmo, che aveva trionfato a spese di Mary Pierce diciassette anni prima, in una finale 100% tricolore d’altri tempi.

Tre mesi dopo, in un’euforia che non si era ancora placata, si offrì l’Australian Open. E se “Caro” avesse seguito questo esempio per portare alla Francia il primo titolo Major dopo quello di Marion Bartoli a Wimbledon nel 2013?

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