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TESTIMONIANZA. Grande rabbia tra i tifosi del Brive: “Questo club è la Corea del Nord”

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Arrabbiati, i tifosi del Brive hanno pubblicato una lettera aperta indirizzata alla dirigenza del club.  E questo è salato.
Arrabbiati, i tifosi del Brive hanno pubblicato una lettera aperta indirizzata alla dirigenza del club. E questo è salato. (©Icona Sport)

Periodo sporco a Brive. Appassito a terra, il CAB ha incatenato i pessimi risultati, al punto da essere la lanterna rossa della Top 14 dopo 11 giornate di campionato. Al sostenitoriil ringhia salire molto seriamente.

Il collettivo “Bianco e Nero con rabbia” si è lasciato andare pubblicando sul web a lettera apertarivolto ai “membri del consiglio di sorveglianza, del consiglio di amministrazione, Mr. Gillham, Mr. Ric (Direttore Generale, ndr)”, in cui li graffia senza prendere le pinzette riguardo al cattiva gestione del club.

Reclutamento, misteri, il caso Hirèche…

In questa lunga missiva le parole sono forti e scelte. “La casa sta bruciando”, grida il collettivo, che mette in luce molti problemi ai loro occhi, come il assunzioni deludenti – “Nessuno si è lasciato ingannare dalla mancanza di lavoro svolto durante la tregua” – la mancanza di reattività nell’assumere jolly medici, o le incredibili promesse fatte quando è arrivato l’investitore inglese Ian Osborne.

Oltre ai “misteri” sullo staff e all’apparizione a sorpresa di Said Hirèche, infortunato dall’inizio della stagione, all’interno dello staff, “Angry Black and White” denuncia una “certa omertà” che regna intorno al locale. Per lui “il CAB è diventato un bunker opaco” e non capisce come il club di Corrèze finisca con il più petit budget du Top 14.

Tifosi minacciati dal club

«Questo ringhio risale all’inizio dell’era Gillham. E da quando è arrivato Xavier Ric, le cose sono andate sempre peggio. Avevano molto in serbo per noi con l’arrivo dell’investitore Ian Osborne. È solo una pipa”, testimoniaAl tempo del Rugby un sostenitore di Brive, che preferisce rimanere anonimo. “Sono già stato minacciato più volte dal club”, si giustifica. E sostiene che non è l’unico in questo caso.

Per lui la coppa è piena. Non avere un budget di almeno 20 milioni di euro è un enigma. “Quando vedi l’hub dei club partner, è incredibile come puoi avere un budget così basso. Bayonne sale da Pro D2 e ​​riesce a costruire un budget di 21 milioni. Dovremmo almeno avere lo stesso”.

“Péjoine, ha la carta Oro”

Per quanto riguarda la comunicazione e le azioni del CAB, non ci sono 4 modi: “Questo club è la Corea del Nord. Ai fisioterapisti è vietato parlare con i tifosi durante l’allenamento. Quando Osborne è venuto per la partita di La Rochelle, c’era un divieto categorico di avvicinarsi a lui, e questo per tutti, nessuno escluso.

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L’obiettivo è la direzione. Non i giocatori. “Stanno facendo quello che possono”, sussurra questo sostenitore arrabbiato. E partiamo seguendo: “Jean-Baptiste Pejoine (allenatore di 3/4, ndr), ha la carta Oro il ragazzo. Da quando allenava, dietro c’era il nulla, anche se abbiamo ragazzi interessanti. Cita anche il caso Mitch Leecostretto a mettere fine della sua carriera l’1è lo scorso ottobre.

Abbiamo fatto un casino con Lees. Sappiamo dallo scorso aprile che non giocherà mai più a rugby. Il club si trascinava. E per sostituirlo il club non ha anticipato nulla.

XCA Brive sostenitore anonimo
Tutta la delusione di Abraham Papali'i, dopo la sconfitta di Pau, la 6ª consecutiva per il CA Brive.
Tutta la delusione di Abraham Papali’i, dopo la sconfitta di Pau, la 6ª consecutiva per il CA Brive. (©Icona Sport)

Brive va dritto in Pro D2

Sul reclutamento, c’è ancora la questione del perché Brivepoi in difficoltà, non ne approfittò Vespe et Worchester affondato per compiere una o due buone operazioni. “Non abbiamo fatto niente. Invece abbiamo ingaggiato 2 jolly: uno è arrivato 30 chili in sovrappeso, l’altro è lì da un mese e non ha ancora fatto 1 minuto.

Bloccato in fondo alla classifica, il Brive non riesce ad uscire da questa spirale negativa, essendosi incatenato di fronte a Paolo lo scorso fine settimana 6e perdita diretta. “Ma lì siamo morti. È già finito. Siamo in Pro D2. La domanda per me, non si pone più. A Perpignan, a Pau, senti che c’è niaque. Non con noi. Inoltre, sono convinto che metà della squadra abbia già firmato altrove”, dice deluso questo tifoso arrabbiato.

Questa lettera aperta, che assumeva anche la forma di a petizioneriuniti di più 1140 firmatari questo mercoledì 30 novembre 2022 alle 12:00 Prova che a Corrèze il malcontento sta diventando sempre più collettivo.

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