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TF1 rimanda il pallone alla Fifa e denuncia un finale “caotico” del match

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“Non siamo indovini”, questo è in sostanza ciò che assicuriamo sul fianco della torre TF1. La catena ritiene che in nessun momento i suoi team avrebbero potuto sospettarlo l’arbitro avrebbe riconsiderato il punteggio dopo il fischio finale. Quasi ventiquattro ore dopo il mancato fine riunione tra Francia e Tunisia, il canale torna sull’incidente che ha impedito la trasmissione in diretta del risultato finale della partita, sottratto al gol finale diAntoni Griezmann dopo l’intervento del VAR.

Questo è Denis Brogniartconduttore del Mag, che segue ogni incontro in prima pagina, che si è scusato a nome del canale per il malinteso causato da questa situazione grottesca. Dopo essersi scusato anche con i suoi spettatori frustrati tramite un comunicato stampa, il canale si difende dall’aver commesso un errore.

«La fine della partita era stata fischiata», ripete il gruppo titolare dei diritti di trasmissione. Una volta registrato questo segnale, i team di TF1 avviano il resto delle operazioni, inviando i vertici alla cabina di regia finale che lancia un break pubblicitario predefinito seguito dal lancio del programma che debriefing della riunione.

Una lettera inviata alla FIFA

TF1 va oltre e restituisce palla alla Fifa, ritenendosi vittima di una situazione “incredibile” che gli procura un danno di immagine con i suoi telespettatori. François Pellissier, direttore sportivo del gruppo TF1, ha dichiarato a L’Equipe che il canale invierà una lettera alla Federazione perché anch’esso “vittima di un errore arbitrale”.

La prima pagina insiste ancora di essersi già ampiamente adeguata agli imprevisti causati dalla Fifa, in particolare sulla durata delle partite, che supera di gran lunga i 90 minuti a causa l’aumento medio degli straordinari.

Un modello di business basato sulla pubblicità

In media, la partita ha raccolto 8,84 sul canale, ovvero il 61,7% di share. Le Mag ha quindi consentito a TF1 di mantenere 5,1 milioni di spettatori davanti alla propria televisione. Si tratta dunque di altrettante persone che hanno scoperto l’imbroglio provocato durante la pausa pubblicitaria che separa i due programmi.

Il canale non avrebbe potuto interrompere la sua pausa pubblicitaria per consentire ai suoi spettatori di guardare la partitura finale? L’evento sportivo è una grande sfida per La Une, che ha pagato circa 70 milioni di euro per trasmettere le partite. Nel 2018 il Mondiale vinto dalla Francia avrebbe fruttato un incasso record di 128,3 milioni di euro aveva svelato Kantar. Ogni spot pubblicitario rappresenta quindi un importante ritorno economico per il canale, che sfrutta l’attrazione che l’evento calcistico rappresenta in termini di ascolti per gonfiare i propri prezzi con gli inserzionisti.

TF1 ricorda anche di non toccare le royalties, contrariamente alle catene pubbliche. “Offrire fiammiferi in chiaro a tutti i francesi”, il suo modello economico si basa essenzialmente sulla pubblicità. E la catena per aggiungere che la temporalità non permetteva di fermare la pubblicità una volta lanciata.

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