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Tom Watson stava giocando con attrezzature illegali! Imbrogliare o non imbrogliare? Lo sapeva? parte 2

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Tom Watson Foto di STEPHEN DUNN / GETTY IMAGES NORD AMERICA / Getty Images via AFP

La metà del record del Grande Slam di Tom Watson è rovinato da vittorie con attrezzature successivamente ritenute illegali. Scacciata ogni sospetto, la leggenda americana è rimasta comunque fedele al principale colpevole del caso: l’azienda Ram Golf.

Di Sebastien Brochu

Il post sui social dello storico americano Connor T.Lewis evidenzia l’incredibile disavventura del campione Tom Watson. Articoli di stampa riportano la non conformità di parte del suo equipaggiamento durante quattro grandi titoli vinti nel 1977 e nel 1982. Questi fatti riportati alla luce dalla storia ci costringono a porci alcune domande. Il primo è brutale: Tom Watson ha imbrogliato?

Imbrogliare o non imbrogliare?

La risposta è no. Legalmente il motivo è semplice: all’epoca dei fatti, sia nel 1977 per i suoi ferri che nel 1982 per il suo pallone, le attrezzature a marchio Ram non erano considerate illegali. Lo sono diventati solo a posteriori. Moralmente, la risposta deve essere sfumata perché se fossero stati debitamente testati prima delle prove, sarebbero stati proibiti. Non visto, non catturato in qualche modo. Poi mi viene in mente un’altra domanda: Tom Watson lo sapeva?

Lo sapeva?

Liberiamoci subito del pallone (troppo piccolo) del 1982. Dichiarato legale all’inizio della stagione, è stato solo ad agosto, dopo gli US Open e gli inglesi, che l’errore di fabbricazione è stato riscontrato dall’USGA. La differenza di diametro era comunque minima che sarebbe stato impossibile vedere il suo putter in mano. A titolo di spiegazione, l’azienda Ram Golf ha evocato un problema di fabbricazione in cui le palline incriminate sarebbero state private dell’ultimo strato pittorico. Altri sarebbero rimasti troppo a lungo nello stampo…

Per i ferri resta un dubbio (molto) piccolo

Concentriamoci invece sulla vicenda dei solchi troppo larghi, dichiarati illegali poco prima dell’US PGA del 1977. Le autorità non hanno avuto dubbi sulla buona fede dell’americano, soprattutto da allora quest’ultimo stesso ha chiesto agli ispettori di giudicare la conformità o meno della sua serie. Resta però un piccolo dubbio ed è dovuto a un uomo all’origine della polemica: un certo Giorgio Burns.

Professionista nel PGA Tour dal 1975, questo nativo di Brooklyn sta vivendo la sua migliore stagione. Ha appena concluso al 5° posto l’Open vinto da Tom Watson. È uno dei promettenti sotto contratto con il marchio Ram.

Una settimana prima degli eventi, munito di ferri nuovissimi, ha preso parte al Maggiore Hartford aperto (futuro Campionato Viaggiatori). Dopo due round in 65 e 72, scopre che i suoi ferri rispondono in modo sorprendente. Il suo compagno di gioco Jerry sentito si chiede anche, passando la mano sulla faccia dei ferri, se i solchi non siano anormalmente larghi. Dopo la conferma da parte degli arbitri, Burns decide di lasciare il torneo squalificandosi.

Più di un anno per notare la differenza

La notizia arriva alle orecchie di Tom Watson che decide a sua volta di farsi controllare le mazze. Al termine del test, l’americano, mortificato, ha dichiarato: Uso questi ferri da più di un anno, sono stati usati al Masters e all’Open… ».

Come ha potuto un campione del suo calibro non accorgersi mai dell’errore di fabbricazione per più di un anno mentre un oscuro professionista (mi dispiace Mr. Burns) ha impiegato appena due giorni per far esaminare le sue mazze? Resta il fatto che Tom Watson, come altri che non sono riusciti a batterlo, avrebbe potuto trarne vantaggio considerando che le scanalature più larghe consentono una rotazione più facile. Si tratta di “larghezza”: non a caso ci sono delle normative in questo settore.

Jack Nicklaus non ha mai affermato nulla

La prima vittima interessata da queste polemiche non è altro che Jack Nicklaus. Dei quattro Major in questione, è arrivato 2 ° tre volte…. Ma “l’Orso Biondo” non si è mai lamentato, visto che il suo rivale non ha mai sbagliato. E poi, sa fin troppo bene che la storia del golf è costellata di esempi simili, soprattutto dall’epoca in cui i professionisti si modellavano il proprio armamentario mentre oggi l’attrezzatura subisce standard in continua evoluzione.

Di chi è la colpa allora?

A quel tempo, l’industrializzazione dell’attrezzatura da golf stava ancora incontrando qualche intoppo e i controlli di conformità da parte delle autorità erano troppo casuali e imprecisi. I tempi sono cambiati…
Resta che il principale colpevole di tutta questa polemica rimane indubbiamente Ram Golf. Immaginiamo che l’azienda abbia provveduto a migliorare il proprio reparto di controllo qualità! La società può in ogni caso ringraziare Tom Watson per aver portato a termine il suo contratto…

Foto © STEPHEN DUNN / GETTY IMAGES NORD AMERICA / Getty Images via AFP

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