Tour de France – Il percorso del Tour 2023, per quali ciclisti è adatto?

Il percorso di Tour de France 2023 è stato presentato pochi giorni fa al Palais des Congrès. Questa 110a edizione porterà i corridori da Bilbao a Parigi, passando per le cinque catene montuose francesi. Come ogni anno, tutti i followers ci vanno con le loro analisi. Alcuni dicono che è sbilanciato, ci sono troppe montagne, altri dicono che non ce ne sono abbastanza. Stesso dibattito sugli sprint, alcuni ne annunciano otto, altri potenzialmente ne vedono solo quattro o cinque… Ma allora cos’è veramente? Quali sono le caratteristiche di questo corso? E soprattutto, a quale runner è adatto?

Video – Tutto quello che devi sapere sul percorso del Tour de France 2023!

I rulli abbandonati

Tanto per cominciare, qualche cifra: questa Giro di Francia conterrà 3.404 chilometri, 30 passi (fuori categoria, 1a o 2a categoria), 4 arrivi in ​​vetta e 22 chilometri di cronometro. L’organizzazione dichiara 6 tappe pianeggianti, 6 collinari, 8 di montagna e un cronometro.

La prima cosa che salta fuori quando si vedono questi numeri è il bassissimo chilometraggio a cronometro, solo 22 chilometri, è solo la seconda volta nella storia in cui c’è così poco cronometro individuale su una Giro di Francia (dietro l’edizione 2015 e i suoi 13,8 km). Soprattutto perché questa cronometro da sola è molto collinosa. Ciò avvantaggia direttamente gli scalatori puri con capacità di cronometro molto limitate come Mikel Landa (Bahrain-vittorioso), Enrico Mas (Team Movistar), Jai Hindley (Bora-Hansgrohe) o i francesi Romain Bardet (Team DSM) e David Gaudù (Groupama-FDJ).

D’altra parte, gli ottimi rulli che sono Remco Evenepoel (Vinile Alpha Quick-Step), Tadej Pogacar (Emirati Arabi Uniti Team Emirates), Geraint Thomas (Granatieri INEOS), Primoz Roglic et Jonas Vingegaard (Jumbo-Visma) avranno minori opportunità di allargare i divari. Ma i più grandi dimenticati sono sicuramente i rulli puri, anzi, sarebbe molto sorprendente trovarli Filippo Ganna (Granatieri INEOS), Stefan Kung (Groupama-FDJ) o addirittura Stefan Bisseger (EF Education Easy-Post) con partenza da Bilbao.

Quante possibilità per i velocisti?

Dopo un’edizione del 2022 che li ha lasciati da parte, con solo tre sprint massicci, i Tour de France 2023 darà molte possibilità ai velocisti. Se si è sentito qua e là che poche opportunità sarebbero state date agli uomini digiuni, è totalmente falso. In effetti, cinque tappe sembrano già promesse a grandi sprint, Bayonne (tappa 3), Norgaro (tappa 4), Bordeaux (tappa 7), Moulins (tappa 11) e Parigi (tappa 21). A queste si aggiungono le tappe di Limoges (tappa 8), con un traguardo simile al 2016 dove Marcel Kittel aveva preceduto Bryan Coquard pochi millimetri, Belleville-en-Beaujolais (tappa 12), Bourg-en-Bresse (tappa 18) e Poligny (tappa 19) che potrebbero piacere anche ai più forti.

Cinque tappe sembrano quindi riservate ai velocisti puri, le Fabio Jakobsen (Vinile Alpha Quick-Step), Dylan Groenewegen (BikeExchange-Jayco) o anche Mark Cavendish così dovrebbero avere quelle poche opportunità. Ma per chi cavalca bene i dossi piace Jasper Philipsen (Alpecin-Fenice), Mad Pedersen (Trek-Segafredo) o Binam Girmay (Intermarché-Wanty-Gobert), per non parlare Wout Van Aert (Jumbo-Visma) che riesce a vincere su tutti i fronti, questo numero di occasioni è quasi raddoppiato.

I combattenti alla festa

Come negli ultimi due anni, gli avventurieri dovrebbero avere molte possibilità di esprimersi. Nel 2021 possiamo contare nove vittorie in fuga e sette nel 2022. Per questa 110a edizione, i numeri dovrebbero essere simili. Se le prime quattro tappe, con le due tappe basche e i due sprint, non dovessero ridursi a fughe, il 5° e 6° giorno di gare con la traversata dei Pirenei potrebbero già essere adatte ai backpackers, e perché no con la maglia gialla come un bonus . La 10a tappa, tra Vulcania e Issoire, sembra destinata alle fughe, con un percorso troppo duro per i velocisti, ma non abbastanza duro per i climber.

Poi arriva una sequenza tra la 12a e la 20a tappa dove ogni giorno, tranne che nella cronometro, potevamo vedere un combattente alzare le braccia. Infatti tra la traversata del Massiccio Centrale, delle Alpi, del Giura e dei Vosgi, molte fughe potrebbero arrivare fino in fondo. Le tappe 18 e 19 sono su carta destinate a velocisti forti, ma con il loro piazzamento alla fine della Tourpotevano benissimo sorridere agli avventurieri.

Su questo dovrebbero quindi essere presenti esperti dell’attacco a chilometro zero Tour. Nomi come Lennard Kamna (BORA-Hansgrohe), Matej Mohoric (Bahrain-vittorioso), Soren Kragh Andersen (Alpecin-Deceuninck e 2023), Bob Jungle (BORA-Hansgrohe nel 2023) o Magnus Cort-Nielsen (EF Education-EasyPost) mi vengono in mente. Senza dimenticare l’essenziale Wout Van Aert (Jumbo-Visma), Mathieu Van der Poel (Alpecin-Deuceuninck), Giuliano Alaphilippe (Quick-Step Alpha Vinyl) o anche Tom Pidcock (INEOS Grenadiers), che sono in grado di vincere su molti terreni.

E la montagna?

Questo è ciò che viene maggiormente dibattuto tra i seguaci… le tappe di montagna. Se le prime due tappe basche non sono proprio in montagna, sarà già necessario essere in buona forma per i favoriti della classifica generale. Abbiamo quindi otto tappe di montagna. Possiamo classificarli in diverse categorie, in primo luogo quelle che dovrebbero essere le salite con il Puy de Dôme (tappa 9) e il Grand Colombier (tappa 15). Gli altri sono costituiti da più passaggi. Ma è davvero una buona notizia per lo show?

Se lo stadio 20 ha un percorso attraente per gli attaccanti, gli altri percorsi non incoraggiano offensive a distanza. Nella quinta tappa, non dovremmo assistere ad alcun movimento di corsa prima della salita finale (Col de Marie Blanque), l’altra tappa dei Pirenei potrebbe prestarsi di più ma il suo posizionamento nella prima settimana nonché la relativa facilità di salita al Cauteret potrebbe scoraggiare gli aggressori. L’effetto opposto potrebbe essere visto sulle tappe di Morzine (tappa 14), Saint-Gervais (tappa 15) e Courchevel (tappa 17), poiché la salita più difficile della giornata è ogni volta ultima, il che spesso scoraggia le offensive.

Se possiamo salutare il numero delle tappe di montagna, ma anche le loro differenze, con arrivi in ​​cima, in discese, su un pianoro… possono arrivare anche dei rimpianti. Sulla carta, nessuna tappa è complicata come quella del Col du Granon o dell’Hautacam l’anno scorso. Inoltre non abbiamo una tappa superiore a 200 km o inferiore a 100 km, le distanze sono relativamente simili.

Per A chi è veramente adatto questo corso?

Analizzando il percorso di questo 110° Giro di Francia, una cosa è certa, il corso è piuttosto equilibrato. A parte i rulli, tutte le categorie di corridori avranno la possibilità di brillare. I velocisti avranno le loro opportunità, così come i pugili, i combattenti o gli scalatori. Se dovessimo cancellare un favorito con questo corso, lo sarebbe sicuramente Tadej Pogacar ! Sulla carta, questo corso gli si addice quasi perfettamente. Essendo uno dei corridori più completi del gruppo, le fasi di transizione e di mezza montagna non lo spaventano, la cronometro collinare della terza settimana potrebbe ricordargli i bei ricordi del 2020…

Ma è soprattutto l’assenza di tappe di montagna con una serie di passaggi difficilissimi a farcelo pensare. Per ogni volta che abbiamo visto lo sloveno in difficoltà è su lunghi passi, con un tempo di salita di oltre 35-40 minuti. In questo Tour rientrano in questa categoria solo il Tourmalet, il Grand Colombier e il Col de la Loze. Un indubbio vantaggio per Pogacar. Ovviamente, Jonas Vingegaardil campione in carica, non è da dimenticare, proprio come Primoz Roglic. Ma, per gli uomini del Jumbo Vismail percorso non rende così facile una strategia di squadra, come quella a cui abbiamo assistito nell’11a tappa del Tour Quest’anno. Sul versante francese, il percorso è perfetto per i nostri corridori, sia per i velocisti che per i velocisti Arnaud Demare (Groupama-FDJ) o Bryan Coquard (Cofidis), come avventurieri e pugili Giuliano Alaphilippe e di Pinot di Thibaut (Groupama-FDJ) o per Romain Bardet et David Gaudù chi giocherà la classifica generale.

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