vincitore di una formidabile bagarre con Dalin, Ruyant vince nei monoscafi del Vendée Globe

Al timone di LinkedOut, il nordista ha resistito al ritorno del normanno vincendo lunedì mattina due ore prima della Guadalupa, in 11 giorni, 17 ore, 36 minuti e 25 secondi.

Inviato speciale a Pointe-à-Pitre

I marinai della Route du rhum avevano quindi deciso di giocare con i nostri nervi terreni fino alla fine di quest’anno. Dopo la resa dei conti tra Charles Caudrelier (Maxi Edmond de Rothschild) e François Gabart (SVR-Lazartigue) separati da 3h15 mercoledì a Pointe-à-Pitre agli Ultims, quindi Erwan Le Roux (Koesio), vincitore davanti a Quentin Vlaminck (Arkema) per diciannove miseri minuti di domenica nei trimarani Ocean Fifty, è stata la volta di Thomas Ruyant (LinkedOut) e Charlie Dalin (Apivia) a giocarsi un punteggio formidabile durante la notte da domenica a lunedì nella categoria dei monoscafi Imoca, quelli di Vendée World. Con la vittoria, al termine della suspense, del nordista, questo lunedì mattina.

Nuovo record

Pensavamo che Dalin, espropriato del suo primo posto venerdì dopo aver magistralmente dominato i dibattiti da Saint-Malo, potesse invertire la tendenza. Nel difficilissimo giro dell’isola da ovest, il nordista si è trovato bloccato lungo la costa, quasi fermo. Apivia è così tornata a meno di otto miglia da Le Ruyant, sotto pressione, ma che è riuscita a superare l’ultima boa liberatoria davanti all’arcipelago delle Saintes prima di trovare vento e dirigersi verso il traguardo nella notte caraibica. (poco prima delle 8:00 a Parigi). Il suo tempo per succedere a Paul Meilhat (SMA): 11 giorni, 17 ore, 36 minuti e 25 secondi, un nuovo record. Dalin, completò la sua transatlantica poco più di due ore dopo (11 giorni, 19 ore, 38 minuti, 11 secondi). Lo ha seguito Jérémie Beyou (Charal), ottimo terzo su una barca varata da pochissimo. Una top 3 reale.

Nel giro della Guadalupa, ho tenuto di più sulle gambe, ho vacillato

Tommaso Ruyant

«Ci sono già state vittorie, ma questa è la migliore. Non ho dormito molto nelle ultime 36 ore. Il tempo rendeva le cose difficili e per stare davanti bisognava restare in coperta“Spiegò commosso il marinaio e fu accolto sul pontone da una banda di allegri uomini travestiti che cantavano a squarciagola. “Le mie parole sono un po’ confuse perché c’è molta stanchezza“, si è scusato il vincitore, fiducioso anche di esserlo”bruciato» : «Nel giro della Guadalupa ero più in gamba, vacillavo.»

Il nativo di Saint-Paul-sur-Mer conosceva già il gusto della vittoria sulla Route du rhum. Dodici anni fa vinceva già nei monoscafi, ma in Class40. Transatlantico, ha vinto anche la Mini-Transat, la AG2R transat e la Transat Jacques Vabre. A 41 anni ha scritto la linea più bella del suo record contro il grande favorito della categoria, che di recente aveva vinto tutto tranne il Vendée Globe lo scorso anno (primo in linea ma secondo dopo il compenso concesso a Yannick Bestaven per la sua partecipazione a ricerca di Kevin Escoffier).

Dire che la vittoria di questo padre di due figli è una sorpresa sarebbe molto esagerato. Ruyant era al timone di una barca quasi identica a quella del suo rivale, uscita lo stesso anno e progettata dallo stesso architetto, il geniale Guillaume Verdier. Il nordico sapeva come aspettare il momento giusto, pronto a saltare alla gola di Dalin, aspettando la minima debolezza. L’estenuante battaglia per affrontare le virate quando hanno colpito gli alisei di venerdì ha capovolto la gara. Ruyant ha preso il controllo dell’evento e da allora non li ha più lasciati.

Il successo di Dunkerque porta anche un simbolo forte, un potente messaggio di solidarietà. Solitario e unito, il navigatore difende i colori di LinkedOut, piattaforma per aiutare i più svantaggiati. “ Non cercare solo la mia mela dà più significato a quello che faccio », ha detto a Le Figaro prima di partire per il Vendée Globe, che ha concluso al sesto posto.

Thomas Ruyant prima dell’inizio della Route du rhum Jean Louis Carli

Grande delusione per Dalin, 2° al Vendée Globe

Per Dalin questo secondo posto avrà sicuramente un sapore amaro. Apivia è stata senza dubbio la migliore barca sulla tavola, comunque il più ottimizzato. La grande collaborazione tra Le Havre e questo monoscafo Apivia accenderà questo fallimento da quando l’Imoca è stato venduto (a Clarisse Crémer, da poco mammae Banque Populaire). Il Norman continuerà l’avventura a Imoca su una nuova barca, attualmente in costruzione, con la vittoria nel Vendée Globe (2024) in vista. Come Thomas Ruyant che sostituirà il suo LinkedOut con un nuovo monoscafo. Un rubacuori. “Non parlo molto con le mie barche ma ho fatto molte miglia con lui. Non so se voglio trasmetterlo a qualcuno“, ha scherzato il vincitore dell’edizione 2022. Dovrà esserlo, comunque. Questi due velisti non hanno finito di scrivere la storia delle regate oceaniche nella classe più emblematica dei monoscafi in solitario.

I marinai che dal 1978 scrivono la leggenda della Route du rhum

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