XV di Francia – Occhi fissi all’orizzonte

Il XV di Francia affronterà successivamente Australia, Sud Africa e Giappone. Avrà l’opportunità di migliorare il suo record di imbattibilità e afferrare l’ultimo trofeo del sud che ha perso. All’inizio del percorso di casa prima del Mondiale, Fabien Galthié avrà alcuni progetti a cui prestare attenzione.

Tra un anno, la Coppa del Mondo emetterà solo il suo verdetto. Quindi possiamo considerare che questa campagna 2022 in tre tappe costituisce l’ultima curva, o meglio, l’inizio del tratto di casa per i Blues. Nella presunta freschezza di novembre, bisognerà rispondere all’Australia, al Sud Africa e poi agli stupefacenti giapponesi capaci di minacciare gli All Blacks sabato a Tokyo. L’elenco iniziale di 42 era come previsto, ridotto di 14 elementi, una scelta senza grosse sorprese se non per il caso particolare di Jonathan Danty che è stato rimandato a casa per un’ottima ragione (sua moglie attende un lieto evento). Detto questo, la preferenza data a Sekou Macalou su Dylan Cretin nella terza riga non era una conclusione scontata.

Inseguendo la serie di record

Questa squadra francese spinta da un vento divino avrà un primo traguardo simbolico da attraversare, quello della serie di vittorie. Rimangono su dieci successi di fila, una prestazione enorme in sé, ma i loro predecessori del periodo 1931-1937 avevano fatto lo stesso, in condizioni particolari è vero.

. Se sabato prossimo batteranno l’Australia, Antoine Dupont e la sua brigata passeranno davvero alla storia, grazie a una performance tanto magnifica quanto onoraria. Il trittico che si annuncia varrà anche per il suo culmine, la partita di Marsiglia del 12 novembre contro gli Springboks, campioni del mondo. I sudafricani sono l’unica grande nazione che questa squadra benedetta da Dio deve ancora affrontare. Se li battessero si avvicinerebbe al 2023, l’anno dei duecento anni del rugby con un capitale di fiducia nell’oro massiccio.

Due capitani in convivenza

Ci saranno dati i capricci del momento, alcune questioni da risolvere. Il problema della schiena prima di tutto, visto che Melvin Jaminet è infortunato. Il tecnico vorrà rilanciare Thomas Ramos, imperiale ultimamente con lo Stade Toulousain, ma nella prima metà campo? Non esordisce con il numero 15 da novembre 2020 (in Scozia, nella Coppa delle Nazioni autunnali). È consuetudine dire che è, per eccellenza, il giocatore vittima della sua versatilità. Partiamo inoltre dal presupposto che Fabien Galthié abbia preso in considerazione l’ipotesi di schierare in difesa Matthieu Jalibert, per non privarsi del talento insolente del giovane Bordeaux sbarrato in apertura dal tesoro Ntamack, intoccabile, anche se non non gioca da sei settimane. Notiamo che tra i 28 giocatori selezionati a Marcoussis, c’è in definitiva un solo specialista nel numero 15, Thomas Ramos appunto.

Tra le altre opere: il pilastro sinistro quadrato. In assenza dell’infortunato Jean-Baptiste Gros e con un Baille convalescente, i giocatori meno quotati avranno modo di provare qualcosa: il nuovo Toulonnais Danny Priso, si ritrova ad affrontare una bella sfida personale. (Ma Baille ha giocato 34 minuti sabato con il Tolosa ed è stato richiamato in extremis da Galthié nei 42).

Infine, Fabien Galthié misurerà il team Paul Willemse-Cameron Woki: una coppia magica i cui componenti non sono al top in questo caldo autunno. Questa campagna di novembre sarà quella della convivenza del nuovo capitano, Antoine Dupont e dell’ex, Charles Ollivon, vittima di diverse crudeli ferite. Quest’ultimo ha comandato la squadra a giugno in Giappone, ma Super Dupont non c’era. Questa volta i due talenti conviveranno e il tecnico ha deciso a favore del mediano di mischia del Tolosa, reso intoccabile dal suo inesauribile arsenale di trucchi magici.

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